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Sanzioni per inquinamento acustico. A Rimini nuovi criteri per pubblici esercizi

AttualitàRimini

23 novembre 2016, 14:52

Saznioni per inquinamento acustico. A Rimini nuovi criteri per pubblici esercizi

in foto: repertorio

Inquinamento acustico e tutela della salute pubblica: nuovi criteri per le sanzioni ai pubblici esercizi che violano i limiti per le emissioni sonore. Scatterà dopo 20 giorni dalla notifica del provvedimento definitivo la sospensione dell’attività per le attività e i pubblici esercizi che violeranno i limiti di emissione sonora fissati dal regolamento comunale e dalle norme per la tutela dall’inquinamento acustico. La novità, introdotta con una disposizione dello Sportello Unico per le attività produttive e per le Imprese, mira a limitare e a superare la discrezionalità degli uffici che si occupano dell’attività sanzionatoria, in un’ottica di imparzialità e trasparenza così come previsto dalle regole in materia di anticorruzione.

Sono stati ridefiniti i criteri oggettivi per la corretta applicazione delle sanzioni nei confronti di quegli esercizi che in una o più occasioni hanno superato i limiti di emissione sonora nell’ambito di manifestazioni musicali, sia che si tratti di violazioni ‘leggere’ (musica oltre l’orario consentito dal regolamento comunale) accertate dalla Polizia Municipale, sia che si tratti di violazioni ‘pesanti’, quelle cioè contestate a seguito delle rilevazioni effettuate da Arpae attraverso rilevazioni fonometriche. Nel primo caso, in un’ottica anche di collaborazione con gli esercenti, è stato introdotto il meccanismo della diffida: al riscontro della prima violazione sarà quindi inviato una sorta di avvertimento alle attività, affinché l’episodio non si ripeta. Le sanzioni saranno poi applicate in maniera graduale e progressiva, con la sanzione massima di sospensione fino a tre giorni dell’attività come ordinato dalla Legge Regionale: è prevista la sospensione di un giorno alla ricezione della seconda violazione, due giorni al terzo episodio accertato e tre giorni per ogni successiva violazione nell’arco dei dodici mesi precedenti.

In caso invece di segnalazione da parte di ARPAE, e quindi a fronte di un oggettivo inquinamento acustico fonte di disturbo per la quiete pubblica, la sospensione scatta già alla prima rilevazione; alla seconda rilevazione nell’arco di dodici mesi i giorni di sospensione saranno invece tre, con contestuale ordine di cessazione dell’attività di intrattenimento musicale, che – altra novità introdotta dalla disposizione del Suap – potrà essere ripresa solo a seguito della presentazione di un documento acustico contenente gli interventi idonei al contenimento delle emissioni entro i limiti consentiti che abbia ottenuto parere positivo da parte di ARPAE.

Per entrambi i procedimenti amministrativi la data di esecuzione della sospensione dell’attività sarà ordinata con decorrenza dal ventesimo giorno successivo alla notifica del provvedimento definitivo, senza quindi alcuna possibilità di discrezionalità da parte degli uffici.

“Si tratta di rendere omogenei criteri e meccanismi di un’attività di controllo che ha come scopo principale quello di assicurare la civile e pacifica convivenza – sottolinea l’assessore alle attività economiche Jamil Sadegholvaad garantendo ai pubblici esercizi la possibilità di portare avanti la loro attività basandosi su regole certe e dall’altra parte tutelare la salute pubblica, assicurando riposo e quiete ai residenti. Abbiamo quindi introdotto la diffida, quale avviso per gli esercenti che cadono in errore una prima volta violando il regolamento comunale: un modo per consolidare il rapporto di collaborazione e dialogo. Allo stesso tempo però vogliamo dare risposte celeri a chi chiede di veder tutelato il proprio diritto alla quiete, utilizzando criteri equi ed oggettivi nell’applicazione delle sospensioni. In questo senso è stato deciso di introdurre la decorrenza per l’esecuzione della sospensione dell’attività a venti giorni dal provvedimento definitivo: un lasso di tempo breve, che consente di scontare la sanzione celermente dando allo stesso tempo la possibilità agli esercenti di potersi organizzare al meglio. Sottolineo come questa novità rientri pienamente nello spirito e nella filosofia del Piano anticorruzione compilato dal Comune di Rimini che mira innanzitutto a rafforzare i percorsi strutturali e lineari dei procedimenti”.

Maurizio Ceccarini

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