mercoledì 23 gennaio 2019
di Redazione   
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lun 28 nov 2016 12:43 ~ ultimo agg. 29 nov 12:43
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La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità della riforma Madia sulla P.A. nella parte in cui prevede che l’attuazione della stessa, attraverso i decreti legislativi, possa avvenire con il semplice parere della Conferenza Stato-Regioni o Unificata. Secondo la Consulta, che si è pronunciata dopo un ricorso della Regione Veneto, è invece necessaria la previa intesa. La pronuncia di legittimità riguarda le norme relative alla dirigenza, partecipate, servizi pubblici locali e pubblico impiego.

Ma c’è una parte su cui invece, sottolinea l’assessore alle Attività Economiche del Comune di Rimini Jamil Sadegholvaad, si aprono interessanti prospettive. La liberalizzazione delle licenze commerciali può essere ‘subordinata’ a provvedimenti comunali che, motivati, tutelino nelle aree di pregio, a partire dai centri storici, attività commerciali che non stonino con il contesto. “Ritengo interessante segnalare – dichiara Sadegholvaad – quanto sta accadendo proprio in questi giorni in materia di tutela dei centri storici e delle attività commerciali e economiche storiche attraverso normative nazionali e locali. Non è tra le parti giudicate ‘incostituzionali’ dalla Consulta, l’articolo 1 comma 3 della legge delega di riforma della pubblica amministrazione, cosiddetta ‘Madia’, che dispone testualmente che ‘per le finalità indicate dall’articolo 52 del codice dei beni culturali e del paesaggio, il comune, d’intesa con la regione, sentito il soprintendente, può adottare deliberazioni volte a individuare zone o aree aventi particolare valore archeologico, storico, artistico e paesaggistico in cui è vietato o subordinato ad autorizzazione l’esercizio di una o più attività di cui al presente decreto, individuate con riferimento al tipo o alla categoria merceologica, in quanto non compatibile con le esigenze di tutela e di valorizzazione del patrimonio culturale’.

Questo elemento sarà oggetto di studio e di attenta riflessione da parte del Comune di Rimini, di concerto con le categorie economiche, annuncia l’assessore: “nel momento in cui il centro storico è oggetto di interventi di riqualificazione e di valorizzazione radicale sarebbe poco accettabile l’invasione di imprese che poco o nulla hanno a che fare con la tipicità dei prodotti e in generale della qualità complessiva. Vogliamo valutare bene effetti e impatti e poi decidere perché è nell’interesse della comunità difendere la bellezza, il decoro e la vivibilità delle aree urbane in cui vive ed è motore attrattivo il patrimonio storico, artistico, ambientale, paesaggistico”. Oviettivo da perseguire “con le ordinanze più efficaci e che siano solide davanti ai primi ricorsi”.

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