18 novembre 2018

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Riorganizzazione ospedaliera. Tonini in Commissione: “Non autonomie ma virtuosa interdipendenza”

Riorganizzazione ospedaliera. Tonini in Commissione: "Non autonomie ma virtuosa interdipendenza"

in foto: dal FB di Gennaro Mauro

Si è svolta questa mattina nell’aula del Consiglio comunale di Rimini la seduta aperta della quinta Commissione consiliare permanente riguardante in particolare la riorganizzazione della Ausl Romagna, con particolare riferimento alla senologia dell’ospedale di Santarcangelo di Romagna.

All’audizione sono intervenuti oltre il Vicesindaco con delega alla protezione sociale del Comune di Rimini, Gloria Lisi, il Sindaco e l’assessore ai servizi sociali del Comune di Santarcangelo di Romagna, Alice Parma e Danilo Rinaldi, il Direttore generale dell’Ausl Romagna, Marcello Tonini, e il direttore sanitario Saverio Lovecchio. Tra il pubblico una folta delegazione delle associazioni Punto Rosa e Crisalide che si battono per non veder depotenziato il reparto di senologia dell’ospedale Franchini di Santarcangelo.

Le associazioni Crisalide e Punto Rosa, che hanno raccolto in queste settimane 20.000 firme, chiedevano di trasformare l’attuale Unità Operativa Complessa della Chirurgia Generale e Senologica di Santarcangelo in Unità Semplice Dipartimentale, cioè che essa venga istituita all’interno del Dipartimento Chirurgico di Rimini lasciando invariati gli equilibri dentro la Breast Unit e nel Territorio.

Il sindaco Parma, ricordando le garanzie già chieste nell’incontro di venerdì scorso con il direttore sanitario dell’Ausl Romagna Saverio Lovecchio (vedi notizia), ha chiuso il suo intervento chiedendo di “Definire l’autonomia della nostra chirurgia senologica. Traducetelo come vi pare, ma fatelo”.

Il direttore generale Marcello Tonini, in un intervento caratterizzato dal suo stile istrionico, ha ribadito come il presente e il futuro della senologia di Santarcangelo siano da inquadrare nel più complesso disegno di riorganizzazione della Ausl unica di Romagna che “ribadisco, porterà a tutti i territori un vantaggio dal punto di vista della qualità dell’offerta sanitaria pubblica”. Lo stesso Tonini ha confermato che “per il reparto di Santarcangelo non vi sarà alcun depotenziamento. Si tratta di una eccellenza riconosciuta da non mettere nemmeno in discussione nella sua operatività e portata attuale e futura”. “O si entra in una logica di virtuosa interdipendenza o si rimane in una logica autonomista dove si guarda indietro”. E ha precisato: “Il concetto di autonomia in un’organizzazione sanitaria sarebbe una iattura. A nessuno è dato immaginarsi autonomo”.

Tonini ha tranquillizzato sui dubbi sui posti letto. Dai 19-20 inizialmente in dotazione ci si è resi conto che ne servivano meno e alcuni sono stati dati a medicina: ”Partiamo con una base di 12 posti letto, che dai numeri che abbiamo è l’ottimale, ma siamo già pronti ad aumentarli senza alcun problema qualora vi sia una maggiore richiesta. In Romagna abbiamo più di quattromila posti letto, spostarne qualcuna in più da un reparto all’altro è qualcosa di naturale e quotidiano su cui non esistono problemi di sorta.  Voglio essere chiaro, se aumentano gli interventi aumentano contemporaneamente i posti letto, siamo pronti”. Entro un anno si passerà dai dipartimenti di chirurgia di Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna a un dipartimento unico della Romagna, come già avvenuto per altri dipartimenti, ha spiegato Tonini: “Santarcangelo è confermata come struttura semplice con un suo responsabile, al pari della sua omologa nel ravennate, insieme ad esse una struttura complessa a Forlì con un direttore con cui si lavorerà insieme in maniera coordinata e sinergica. Non abbiamo bisogno alcuno di spostare strutture e professionisti da Santarcangelo che in questa maniera non solo non subirà depotenziamento alcuno, ma potrà usufruire di una struttura di rete ancora più ampia che ne aumenterà l’efficacia e la portata.  Non si arretra sul buono che c’è, la dotazione rimarrà tale. Entro un anno ma potenzialmente già tra sei o otto mesi sarà dunque ultimata anche la riorganizzazione del dipartimento di chirurgia unica di Romagna, una degli ultimi ad essere unificati proprio per la sua diffusione e grandezza”. Con la rassicurazione finale: “La filiera della breast unit riminese rimane intonsa”.

Il Vicesindaco di Rimini, Gloria Lisi, ha voluto ringraziare i vertici Ausl e i cittadini “che hanno portato nelle sedi istituzionali un tema fondamentale per la nostra comunità. Un tema sui quali è giusto e doveroso rendere effettiva la partecipazione dei cittadini e delle associazioni interessate. Non solo in questa sede, ma in tutte le sedi, anche tecniche, in cui la vostra presenza e opinione è tutelata e rappresentata. Il riordino Ausl è una sfida in cui siamo impegnati tutti nella consapevolezza che nessuna provincia romagnola perde nulla, quando a guadagnarci siamo tutti attraverso una organizzazione sanitaria all’avanguardia. Il tema è ampio e complesso, anche per questo stiamo valutando di convocare un distretto unico, nord e sud, in cui confrontarci in una ulteriore sede allargata insieme a tutti gli organi provinciali. Capiamo i timori e a volte le paure dei cittadini verso un cambiamento importante che, ribadisco, sta però procedendo bene e nella direzione auspicata di una sanità pubblica di assoluto livello quantitativo e, soprattutto, qualitativo”.

Nell’intervento posto commissione l’associazione Punto Rosa fa sapere di essere ben poco convinta della motivazioni di Tonini: “Il Direttore Generale ha ribadito che la nostra Chirurgia Senologica NON POTRA’ ESSERE AUTONOMA e di conseguenza sarà destinata ad essere fagocitata dalla Chirurgia Senologica di Forlì che da sempre anela all’accorpamento per incamerare, oltre ai pazienti, anche la nostra tecnologia avanzata: la Radioterapia Intraoperatoria. Inoltre, il Direttore ha affermato che attualmente il reparto di Chirurgia Senologica di Sanatrcangelo lavora su 10 posti letto. Falso. Ci auguriamo che sia solo disinformato, perchè, pur prestando 9 posti letto al reparto di Medicina in ristrutturazione, attualmente il reparto impegna 16 posti letto. Quindi il taglio dei posti letto è pesante. Dopo queste dichiarazioni la nostra Chirurgia Senologica, un’eccellenza riconosciuta, è messa in serio pericolo ed è alle porte il trasferimento della gestione dei nostri professionisti al reparto di Senologia di Forlì e il taglio di ben 15 posti letto su 25!!. A questo si aggiunga la proposta di trasferire la Gestione del chirurgo plastico al reparto Grandi Ustioni di Cesena… La smobilitazione è già in corso“.

Redazione Newsrimini

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