mercoledì 23 gennaio 2019
di Redazione   
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mer 16 nov 2016 13:38
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Continua la mobilitazione a livello locale per ottenere garanzie per gli ospedali del territorio nell’ambito del piano di riordino che l’Asl, in base a quanto deciso dalla Conferenza sociale e sanitaria, dovrà portare ad approvazione entro il 10 dicembre.

Le donne delle associazioni Il Punto Rosa e Crisalide in pochi giorni hanno raccolto ben 4mila firme per la petizione per salvare la chirurgia senologica dell’ospedale Franchini di Santarcangelo che si aggiungono alle 10mila già presenti. Lo ha detto Laura Torri del Punto Rosa alla trasmissione di Radio Icaro e Icaro Tv Tempo Reale (sulla pagina facebook l’intervista integrale). La Torri ha ribadito, come spiegato anche nell’incontro di alcune settimane fa con i vertici dell’Asl, che l’obiettivo è quello di far restare autonoma la chirurgia senologica facendola rientrare all’interno del dipartimento chirurgico di Rimini. “Questo – ha spiegato – deve essere messo nero su bianco nel piano di riordino“. Aperture invece sul coordinamento affidato a Forlì e la riduzione dei posti letto.

Preoccupazioni per i contenuti della bozza arrivano anche da Riccione. A sollevare la questione una mozione del capogruppo del M5S Cicchetti (ieri ospite di Tempo Reale): nel piano di riordino ci sarebbero degli indizi che fanno presagire un depotenziamento della chirurgia toracica e dell’UO di cardiologia dell’ospedale Ceccarini. Preoccupazioni fatte proprie anche dalla Lega. “Un’operazione che andrebbe a ridimensionare, ingiustificatamente, due eccellenze del nostro ospedale – lamenta la consigliera leghista Elena Raffaelliper questo motivo chiediamo alla Regione e all’Ausl unica di Romagna di fare un passo indietro e di valutare attentamente, nei contenuti e nelle ripercussioni, gli interventi di riorganizzazione di entrambi i reparti“. Il partito, a livello regionale, ha predisposto un atto, sottoscritto dai consiglieri Pompignoli e Liverani, nel quale si chiedono delucidazioni all’assessore regionale Venturi sul futuro del Ceccarini. Vogliamo sapere – aggiungono – che tipo di azioni intenda promuovere la Giunta per garantire il mantenimento degli standard elevati di professionalità e assistenza specialistica non solo dei reparti di chirurgia toracica e cardiologia del nosocomio riccionese, ma dell’intero plesso ospedaliero. Speriamo che emerga l’intenzione, da parte dei vertici aziendali dell’Asul romagnola, di confrontarsi sul tema con l’Amministrazione comunale riccionese, coinvolgendo non solo professionisti e addetti ai lavori, ma anche cittadini e pazienti“. Per gli esponenti del Carroccio, infatti “non è giustificabile la rimodulazione delle due unità operative vista la “domanda” e l’elevata casistica di entrambi i reparti. Quello di Riccione – conclude la Raffaelli – è una “perla” ospedaliera che non possiamo permetterci di perdere o sminuire. Come amministrazione faremo tutto ciò che in nostro potere per evitare il peggio.

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