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di Simona Mulazzani   
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dom 27 nov 2016 09:16 ~ ultimo agg. 24 nov 10:29
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Martedì 29 novembre alle 17.30 all’aula Alberti del complesso Leon Battista Alberti, in Piazza Teatini 16, del Polo Universitario di Rimini, il professor Renato Balduzzi, ordinario di diritto costituzionale all’Università Cattolica di Milano e membro del Consiglio superiore della magistratura, terrà una conferenza pubblica sul tema “Giustizia e Spiririto della Costituzione“. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Righetti- Libera Università, in collaborazione con Unirimini e l’Ordine degli avvocati di Rimini.

Il professor Balduzzi è stato anche presidente del MEIC (Movimento ecclesiale di impegno culturale) e Ministro della Sanità.

Il tema scelto per questo incontro – spiegano i promotori – tiene conto delle tante domande che si pongono i cittadini in questa difficile fase della nostra democrazia. Come tutte le grandi istituzioni della nostra democrazia, il sistema della giustizia è oggetto di giudizi contrastanti proprio nei punti caratterizzanti, così come sono indicati dalla nostra Costituzione: l’indipendenza degli apparati giurisdizionali da ogni altro potere, l’indipendenza e l’imparzialità del singolo giudice da ogni altra autorità esterna e interna della stessa magistratura. Non mancano infatti prese di pozione che imputano torti subiti, inefficienze o addirittura disegni politici. Segnale di un malessere che investe oggi anche altri corpi dello Stato”.

 Balduzzi, noto tra gli specialisti per i suoi contributi all’approfondimento del diritto costituzionale, come membro del Consiglio superiore della Magistratura è stato recentemente presentatore del nuovo regolamento interno del Consiglio stesso; regolamento che insiste sui principi di collegialità, trasparenza ed efficienza. Poiché l’ esistenza del Consiglio e le sue funzioni si giustificano sull’esigenza di assicurare l’autonomia e l’indi pendenza della magistratura, le sue regole interne devono tendere al medesimo risultato. Scriveva recentemente lo stesso Balduzzi: “In uno stato costituzionale di diritto, l’indipendenza dei magistrati non rappresenta una prerogativa di cui il singolo possa menare orgogliosamente vanto, ma un impegno e una responsabilità da esercitare nell’interesse generale”.

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