domenica 25 agosto 2019
menu
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 24 nov 2016 17:58 ~ ultimo agg. 25 nov 18:21
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 2 min
Print Friendly, PDF & Email

In provincia di Rimini nel 2015 sono stati spesi quasi 600milioni euro nel gioco d’azzardo (per l’esattezza 593.356.269 euro), escluso tra l’altro il gioco online. Il dato suddiviso per i residenti evidenzia un preoccupante 1.769 euro procapite (la media regionale è 1.327 €). Numeri influenzati dal turismo, ma comunque i più elevati a livello regionale. E non solo. Rimini ha anche il dato più alto per quanto riguarda il gioco tra i ragazzi dai 15 ai 19 anni: giocano quattro ragazzi su dieci. Rispetto alla media nazionale, inoltre, ha percentuali di rischio dipendenza più alte, dal medio rischio fino al rischio patologico. Le tipologie più diffuse sono Gratta e Vinci e Superenalotto. Più staccate le scommesse sportive. In controtendenza all’aumento a livello regionale, a Rimini i casi seguiti dal Sert sono calati: dagli 83 del 2013 ai 65 del 2015. Ma l’attenzione deve restare alta. Dati, presentati a Bologna nell’ambito del convegno “In nome della legalità 2.0”, che portano il consigliere comunale di Rimini Attiva Kristian Gianfreda ad una riflessione.  Quella del gioco d’azzardo “è un industria floridissima, tant’è che gli sponsor della nazionale e del Rimini calcio sono due aziende leader nel settore. Il gioco fa parte della nostra società, della nostra vita, ma quanto siamo consapevoli della ricchezza che perdiamo? E soprattutto quante persone si impoveriscono e si rovinano con il gioco d’azzardo? Poche persone oggi si recano agli sportelli del Sert, non c’è consapevolezza del problema e si tende a nasconderlo, ma i numeri sono in progressivo aumento. La cosa più grave sono i dati in aumento relativi ai giovani e giovanissimi.” Gianfreda parla di numeri che devono dare la sveglia e invita la città ad avviare un percorso condiviso. Cosa fare? Rimini Attiva mette sul piatto alcune piste percorribili per il comune: non concedere il patrocinio a iniziative promosse da aziende che operano nel settore del gioco; creare un intergruppo nel Consiglio Comunale per promuovere azioni specifiche di contrasto al gioco d’azzardo; introdurre limiti all’apertura di nuove sale slot in aree sensibili (come vicino alle scuole) e limiti d’orario. Rimini Attiva, in linea con quanto promosso dalla Regione, propone poi la diffusione del marchio Slot free per gli esercizi commerciali virtuosi con incentivi, anche economici, per chi toglie le slot. E poi diffondere la cultura della legalità e dell’uso consapevole del denaro a partire dalle scuole e con la collaborazione anche dei mezzi di informazione chiamati ad evitare la spettacolarizzazione delle notizie legate a grandi vincite in denaro che rischiano di tradursi indirettamente in una pubblicità al gioco.

Altre notizie
di Redazione
Notizie correlate
di Lamberto Abbati   
Meteo Rimini
Previsioni Emilia Romagna