Rimini-Cervia 1920 1-0, “Il buono, il brutto e il cattivo” secondo Baio

Rimini-Cervia 1920 1-0, "Il buono, il brutto e il cattivo" secondo Baio

in foto: Il gol di Andrea Brighi (foto Rimini FC)

IL BUONO
Dopo la sconfitta del Classe, il Rimini rimane l’unica squadra “illibata” del girone B di Eccellenza. Aggiungiamoci pure le zero reti subite nelle ultime quattro partite, cosa tanto cara a Mister Mastro.
Tutto ciò vorrà pur dire qualcosa nonostante la nostra formazione non si sia ancora mostrata quello schiacciasassi che tutti vorremmo che fosse in questo scomodo contesto dei dilettanti regionali.
Alla fine di questa settimana saremo quasi a metà girone d’andata e se l’andamento dovesse essere confermato sarebbe già tanta roba.
Il match con il Cervia ha mostrato alcuni esperimenti tattici, volti nuovi e ritorni importanti (penso a Signorini e Valeriani), un diverso modulo per portare Ricchiuti (lunga vita al Capitano!) nella zona più nevralgica del gioco. Credo che faccia tutto parte del processo di maturazione di un gruppo dalle buone prospettive.

IL BRUTTO
La sensazione dal campo è che i biancorossi siano ancora ben lontani dall’aver trovato la propria identità. Un po’ come quella delle proprie maglie, che fra il blu, il grigio topo e il verdastro non sembra rispecchiare ancora la vera anima di questo club e dei suoi tifosi.
Certamente la problematica è dovuta ad un ritardo del fornitore e probabilmente sarà presto risolta ma noi tutti siamo impazienti di ritrovare le nostre vestigia insieme al nostro Rimini. Quasi che le due cose fossero imprescindibili ed in effetti certamente lo sono.
Nell’ambito di una vera e propria “religione pagana” come il calcio, l’immaginario collettivo è fondamentale. Quel coro levatosi dalla curva e seguito dall’applauso di approvazione di tutto lo stadio, è l’invocazione di un simbolo senza il quale sentiamo tutti mancare una parte di noi stessi e della nostra comunità sportiva. Insomma, riporto e sottoscrivo: “NOI VOGLIAMO LA MAGLIA A SCACCHI”!!!

IL CATTIVO
A parte un paio di cordiali strette di mano, non posso ancora dire di avere il piacere di conoscere il Signor Giorgio Grassi.
Non ho problemi ad ammettere di aver nutrito non pochi dubbi e perplessità al momento dell’assegnazione da parte del Sindaco al suo progetto di una rinascita biancorossa partendo dal basso.
Di lì in poi però tutte le mosse di Mister GRABO mi hanno mostrato una persona seria e coerente.
Non disposta a quei compromessi che in gran parte sono un costume tipico dell’ambiente del calcio.
Apprezzo le persone che non cercano per forza il consenso di tutti. Con le buone o meno buone, Grassi ha intrapreso una strada e non ha intenzione di fermarsi alle prime difficoltà e schermaglie.
Prendere o lasciare.

Il Baio

Icaro Sport

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