martedì 22 gennaio 2019
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ven 30 set 2016 10:58 ~ ultimo agg. 12:05
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La sospensione per sei mesi non basta e la cifra contesta di 5.000 euro è irrisoria. E’ il commento del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Raffaella Sensoli sui provvedimenti di APT Servizi nei confronti di Fabio Grassi, l’ex capo ufficio stampa. L’indagine interna è partita dopo che è esploso il caso dei rimborsi truccati, ma le modalità per la Sensoli sono state inadeguate. Ad esempio, “non è chiaro a che periodo si riferiscono i pranzi e le cene per le quali APT dice di aver accertato le irregolarità. Riguardano solo i due anni (2014/2015) su cui noi abbiamo indagato mentre Regione e Apt dormivano sonni tranquilli, oppure comprendono anche gli anni precedenti e il 2016?”.

“Gli interrogativi che restano ancora irrisolti sono molti anche perché questa indagine interna, che l’assessore Corsini non ha preso tempo ad elogiare, oltre che essere tardiva e per niente efficace è stata talmente ‘interna’ che nessuno al momento ne conosce le modalità e né tantomeno i contenuti – continua Raffaella Sensoli – Anche il fatto che l’accordo che tra Grassi e Apt non riguardi eventuali danni d’immagine che emergessero all’interno di altri procedimenti, esattamente cosa significa? A quanto ne sappiamo, è stato solo il M5s a presentare un esposto in Procura e alla Corte dei Conti su questa vicenda. Ne esistono altri? Apt ha intenzione di procedere anche in sede legale contro il suo dipendente? Tutte domande che continuano a rimanere senza risposta, rispettando a pieno quello che è stato il comune dominatore tra ATP e Regione su questa vicenda: ovvero zero trasparenza. Noi – conclude Raffaella Sensoli – andremo avanti e quando finalmente APT si degnerà di consegnarci i dati che abbiamo richiesto ormai tre mesi fa li valuteremo attentamente”.

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