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Scuole infanzia. Linee di mandato prevedono l’esternalizzazione del 40% dei servizi

RiminiScuola

21 settembre 2016, 11:07

Nid e scuole infanzia, termini e modalità per le iscrizioni

La gestione diretta di scuole e nidi comunali per l’infanzia resterà il modello prevalente a Rimini ma una quota verrà esternalizzata. Lo si evince nelle linee di mandato 2016/21 approvate a inizio agosto in consiglio comunale (sul sito del comune compaiono però ancora quelle del precedente mandato). Una risposta, anche se indiretta, alla questione sollevata dalla FP Cgil che, in una nota firmata da Elisabetta Morolli, annunciava il progetto di esternalizzare nel prossimo triennio un asilo e cinque scuole materne. Scelta criticata dal sindacato che ha chiesto all’amministrazione l’apertura di un tavolo di confronto (vedi notizia).
Anche se le linee di mandato parlano chiaro: il giusto equilibrio tra i due modelli gestionali (diretto e indiretto) – si legge – può essere individuato nel mantenimento in capo al comune di una quota di servizi pari ad almeno il 60% e nell’affidamento all’esterno qualificato del restante 40%.
Una svolta quasi obbligata per l’amministrazione che cita le limitazioni introdotte negli ultimi anni dalle norme di finanza pubblica che “condizionano pesantemente le scelte in materia di politiche occupazionali, lasciando agli enti una discrezionalità quasi esclusivamente teorica nella individuazione dei modelli di gestione dei servizi”. “Spazi ancora minori – si legge nelle linee di mandato – sono consentiti per eventuali politiche espansive dei servizi. Secondo il comune l’integrazione delle formule gestionali è l’unico modo per “conciliare le necessità di mantenere i livelli di risposta alle domande dell’utenza, garantendone nel contempo la qualità e la sostenibilità economica, con la possibilità di estendere il servizio a periodi della giornata o della settimana attualmente non coperti, come il tardo pomeriggio dalle 16 alle 18.30 o il sabato. Opzione, quest’ultima altrimenti del tutto impraticabile per il Comune tramite la gestione diretta, stante l’obbligo legislativamente sancito di ridurre la spesa di personale.Ferma restando, precisa l’amministrazione, la qualità del servizio: “la scelta di integrare i modelli gestionali” si legge “in un quadro di norme e parametri che sanciscono il livello di qualità può favorire nuove opportunità di lavoro anche al di fuori di soggetti consolidati nel settore”. Proprio per mantenere standard elevati, si legge nelle linee di mandato, sarà necessario che la scelta del contraente, tramite procedura di evidenza pubblica, venga effettuata con una speciale attenzione al progetto educativo e pedagogico presentato dai concorrenti. Inoltre l’attività sarà assoggettata, come nelle gestioni dirette, al controllo degli Uffici del Coordinamento pedagogico.
Attualmente il comune di Rimini gestisce direttamente il 77% delle sezioni negli asili nido (26 su 34) e il 100% nelle materne (47).


Il capitolo dedicato alla scuola nelle linee di mandato 2016/2021

Per ciò che riguarda le scuole, va detto che fin dall’inizio della esperienza nel lontano anno 1961, la gestione delle scuole comunali e dei nidi d’infanzia si è caratterizzata per l’utilizzo in esclusiva del modello di gestione diretta del servizio tramite personale dipendente.
Tale scelta ha certamente contribuito a fornire ai bambini ed alle loro famiglie un servizio di qualità elevata, ma oggi chiede di essere rivalutata: sia alla luce del quadro di finanza pubblica, tenendo conto dei limiti che gli enti locali incontrano nella gestione delle risorse umane; sia soprattutto alla luce degli straordinari mutamenti della società e delle famiglie, con il conseguente cambiamento dei bisogni. Nel cambiamento della società sono da considerare anche la crescita professionale e qualitativa del privato che opera in campo di servizi educativi oltreché l’affinamento degli strumenti di certificazione e controllo degli standard di qualità in mano al pubblico per la corretta gestione di un servizio essenziale per i cittadini ma anche per il Comune.
Le limitazioni introdotte negli ultimi anni dalle norme di finanza pubblica non solo condizionano pesantemente le scelte in materia di politiche occupazionali, ma, a ben vedere, lasciano agli enti una discrezionalità quasi esclusivamente teorica nella individuazione dei modelli di gestione dei servizi. Spazi ancora minori sono consentiti per eventuali politiche espansive dei servizi.
In tale contesto l’Amministrazione comunale, da un lato, vuole continuare ad offrire alla Città servizi educativi e scolastici di qualità elevata e, dall’altro lato, intende fornire una risposta adeguata e “calibrata” anche alle nuove esigenze manifestate dalle famiglie in ordine all’introduzione di forme di flessibilità dei servizi offerti all’utenza o all’ampliamento degli stessi.
Per realizzare tali finalità dovrà essere perseguita l’integrazione dei modelli di gestione dei servizi scolastici ed educativi, affiancando alla gestione diretta mediante personale dipendente le altre formule gestionali indirette che l’ordinamento prevede.
Si ritiene, infatti, che la diversificazione dei modelli di gestione sia misura quanto mai raccomandabile in ambiti di intervento, quali i servizi alla persona in generale ed i servizi educativi e scolastici in particolare, che si caratterizzano per la prevalenza, nell’economia del servizio, della componente “risorsa umana”. Inoltre, la pluralità di opzioni organizzative e gestionali costituisce un valore aggiunto per la gestione dei servizi e consente all’Amministrazione di ricercare il giusto equilibrio e la giusta flessibilità di impiego delle risorse, senza abbracciare ideologicamente un modello piuttosto che un altro e con l’obbiettivo di mettere sempre e solo al centro i cittadini con i loro bisogni.
In tale ottica si ritiene di dover confermare la scelta della gestione diretta di scuole e nidi comunali per l’infanzia, come modello organizzativo prevalente presso il Comune di Rimini. Dovrà pertanto rimanere in gestione diretta tramite personale dipendente la maggioranza delle scuole e dei nidi d’infanzia. Il giusto equilibrio tra i due modelli gestionali (diretto e indiretto) può essere opportunamente individuato nel mantenimento di una quota dei servizi pari ad almeno il 60% del totale dei nidi e delle scuole materne in gestione diretta e nell’affidamento all’esterno qualificato, nell’ambito di un sistema che è comunque integrato, del restante 40% dei servizi, utilizzando formule gestionali attente al soddisfacimento di bisogni sempre più articolati.
Per quanto riguarda la situazione di contesto del Comune di Rimini poi, l’integrazione delle formule gestionali appare allo stato l’unica misura organizzativa in grado di conciliare le necessità di mantenere i livelli di risposta alle domande dell’utenza, garantendone nel contempo la qualità e la sostenibilità economica, con la possibilità di estendere il servizio a periodi della giornata o della settimana attualmente non coperti, quali il tardo pomeriggio (dalle 16,00 alle 18,30) o il sabato. Opzione, quest’ultima altrimenti del tutto impraticabile per il Comune tramite la gestione diretta, stante l’obbligo legislativamente sancito (e ribadito anche recentissimamente dal Legislatore con il D. L. 24 giugno 2016, n. 113, in corso di conversione) di ridurre la spesa di personale.
Infine, occorre affermare con forza che la scelta di integrare i modelli gestionali non pregiudica in alcun modo la qualità del servizio offerto all’utenza; al contrario in un quadro di norme e parametri che sanciscono il livello di qualità può invece favorire nuove opportunità di lavoro anche al di fuori di soggetti consolidati nel settore, promossi da generazioni giovani, dinamiche preparate e motivate.
E’ evidente, infatti, che importanza fondamentale per la qualità del servizio riveste, più che la modalità di “ingaggio” del personale, il progetto educativo e pedagogico. Pertanto, con la finalità di perseguire la migliore qualità possibile dei servizi offerti all’utenza, sarà necessario che la scelta del contraente, da effettuare tramite procedura di evidenza pubblica, venga effettuata ponendo speciale attenzione al progetto educativo e pedagogico presentato dai concorrenti. Inoltre, proprio al fine di confermare e rafforzare l’unitarietà del progetto formativo offerto ai bambini ed alle loro famiglie, l’attività del soggetto affidatario del servizio dovrà essere assoggettata al medesimo, penetrante controllo che gli Uffici del Coordinamento pedagogico esercitano sul personale comunale.

 

 

Andrea Polazzi

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