giovedì 24 gennaio 2019
di Redazione   
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mer 14 set 2016 19:17 ~ ultimo agg. 19:19
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“Il pericolo è che le strutture alberghiere vengano utilizzate per assicurare la disponibilità nel patrimonio e per eludere i controlli”. Lo riucorda la parlamentare riminese del Movimento 5 Stelle Giulia Sarti, membro della Commissione Antimafia, dopo il sequestro degli Hotel Corona e Austria a Rivazzurra perché ricondubili a un sorvegliato speciale: un napoletano vicino a personaggi legati alla ‘ndrangheta e soggetti coinvolti nell’inchiesta “Dirty Soccer”.

“La prevenzione è, e deve continuare ad essere, una priorità per difendere il nostro territorio dagli affari illeciti e dalle commistioni di interessi,sempre più frequenti, fra imprenditori e soggetti riconducibili alla criminalità organizzata di stampo mafioso”, ribadisce la Sarti. “Le misure di prevenzione personali e patrimoniali disciplinate dal nostro codice antimafia (dlgs 159/2011) sono uno strumento indispensabile come dimostrano queste operazioni di sequestro condotte a Rimini. Ho proposto in sede parlamentare con i miei emendamenti, durante l’esame della legge di riforma del codice antimafia ora pendente in Senato e già approvata alla Camera a novembre 2015, di allargare lo spettro dei soggetti cui sarebbe possibile applicare le misure di prevenzione, inserendo coloro che sono indagati per tutti i reati contro la pubblica amministrazione. I miei emendamenti sono stati in parte accolti inserendo quei reati considerati più gravi come la corruzione, concussione e il peculato”.

Dalla Sarti un ringraziamento a Magistratura, forze dell’ordine e chi è impegnato in questo fronte.

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