mercoledì 23 gennaio 2019
di Andrea Polazzi   
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mar 13 set 2016 09:20 ~ ultimo agg. 18:42
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Due aggressioni in poche ore nella casa circondariale dei Casetti a Rimini. Protagonista in entrambi i casi un 23enne di origine tunisina, in carcere per spaccio. Il primo episodio domenica sera quando l’uomo, riportano i quotidiani locali, ha rifiutato di prendere dei tranquillanti (ne voleva una dose maggiore) e ha poi dato in escandescenze mandando in pezzi il televisore e fingendo di ingerire i vetri rotti. All’arrivo degli agenti, il 23enne ha invece estratto una lametta da sotto la lingua puntandola al collo di uno dei due e riuscendo poi ad allontanarsi e a nascondersi nel gabbiotto della sorveglianza. Dopo alcuni minuti concitati, i poliziotti sono riusciti però a farlo ragionare e a riportarlo in cella. Ma non è finita qui perché il mattino successivo il 23enne ci ha riprovato e quando un agente è passato dalla sua cella, è saltato dal letto puntandogli addosso un’altra lametta. Nel tentativo di difendersi il poliziotto è rimasto ferito a un braccio. Il tunisino è stato nuovamente bloccato ed ora si trova in isolamento. L’agente, il cui sangue è venuto a contatto con quello del detenuto, dovrà sottoporsi ad una profilassi di 28 giorni ed è stato ricoverato nel reparto infettivi dell’Infermi. I totale sono stati tre, compreso un ispettore, gli agenti che hanno dovuto ricorrere alle cure del Pronto Soccorso.

Sono ormai all’ordine del giorno le situazioni di criticità che stanno portando all’esasperazione gli agenti di Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale dei di Rimini.” Questo il commento di Claudio Palmetti della Fp Cgil di Rimini che ricorda come il 23enne tunisino fosse già noto in altri istituti penitenziari per il suo comportamento aggressivo. “E oramai evidente – prosegue il sindacalista – che l’organizzazione della vita detentiva all’interno dell’istituto riminese rappresenta delle criticità che vanno al più presto sanate come più volte auspicato dalla FP-Cgil.” Il sindacato rivendica “maggiore tutela nei confronti degli agenti di Polizia Penitenziaria e celerità nelle risposte da parte della Direzione di Rimini di fronte ai numerosi casi d’aggressione” e chiede un “intervento duro e deciso dei superiori uffici dipartimentali con il dovuto coinvolgimento dell’Autorita Giudiziaria competente affinché tali episodi non rimangano impuniti.

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