18 novembre 2018

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A Riccione la maggioranza perde un pezzo ma anche il Pd si spacca sul cyberbullismo

in foto: repertorio

Continuano gli scricchiolii nella maggioranza consigliare a Riccione. Davide Rizzoli, eletto con Forza Italia, non ne farà più parte come comunicato ieri in apertura di seduta dal vice sindaco Tirincanti e dal capogruppo del partito Andrea Dionigi Palazzi. Una decisione legata alle numerose prese di posizione in contrasto con le linee politiche di Giunta e maggioranza da parte di Rizzoli che si dovrà ora spostare nei banchi di minoranza e non potrà più usare il simbolo di Forza Italia. Una scelta condivisa da tutta la maggioranza che ha poi rinnovato piena fiducia al sindaco.

Dopo l’inizio scoppiettante, il consiglio ha approvato poi il bilancio consolidato relativo al 2015 (maggioranza favorevole, Rizzoli astenuto e voto contrario di PD e Movimento 5 Stelle). Via libera anche al rinnovo della convenzione per lo svolgimento in forma associata delle funzioni di servizi finanziari con il comune di Cattolica e all’ordine del giorno col quale si è stabilito di devolvere i gettoni di presenza della seduta a favore delle popolazioni colpite dal sisma del centro Italia.

Ancora tensioni in chiusura di seduta ma questa volta nell’opposizione targata PD, dove da tempo non mancano i mal di pancia. La spaccatura è arrivata al momento di votare l’ordine del giorno sul progetto dedicato alla prevenzione e al contrasto ai fenomeni di bullismo. Oltre a maggioranza e 5 Stelle, il progetto ha trovato l’approvazione di 4 consiglieri del Partito Democratico (Fabio Ubaldi, William Casadei, Ulrike Bonfini e Daniela Marchetti), mentre gli altri tre (Cinzia Bauzone, Tommaso Pazzaglini e Alberto Arcangeli) hanno votato contro.
L’ordine del giorno, spiega una nota dell’amministrazione, prevede (oltre ad appositi percorsi di formazione per docenti, genitori e ragazzi) la diffusione in tutte le scuole del Comune di Riccione di una buchetta nella quale raccogliere le segnalazioni di atti di bullismo o cyber bullismo, in modo che questi siano segnalati direttamente nel luogo in cui vengono commessi con il coordinamento dello sportello psicopedagogico.
“Il bullismo non si combatte con la delazione” è però la dura presa di posizione da parte dei tre contrari del PD che, in una nota firmata anche dal segretario comunale Marco Parmeggiani , hanno esplicitato le loro critiche. “Laddove – si legge – è necessario creare un clima positivo e di fiducia, non è minimamente accettabile l’appoggio del Partito Democratico ad uno strumento che, fondato sull’anonimato, che non aiuta a rendersi responsabili delle proprie azioni ed a crescere nel senso civico verso sè stessi, gli altri e la propria comunità. Mancava poi ogni riferimento al rispetto dell’autonomia della scuola, che consideriamo essere un assunto fondamentale.” Il PD chiede invece che venga proposta “un’azione che affianchi la scuola e coinvolga anche gli altri luoghi di socializzazione” e che il consiglio si attivi “sia per proporre un coinvolgimento di tutta la comunità cittadina e sia il Comune in prima persona a promuovere dei corsi di formazione che coinvolgano le famiglie, le associazioni sportive e culturali, frequentate nel corso dell’età in formazione di ragazze e ragazzi.”
Considerando – conclude la nota – l’importanza dell’argomento all’ODG, il Partito Democratico di Riccione avrebbe voluto esprimere un proprio voto favorevole che invece, i richiami a pratiche di carattere squisitamente delatorio ed un’improponibile sovrapposizione dei ruoli fra amministrazione pubblica e scuola, gli hanno impedito di esercitare”.

Redazione Newsrimini

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