martedì 23 luglio 2019
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In foto: il sit-in degli ipovedenti (foto Manuel Migliorini)
di Simona Mulazzani   
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dom 11 set 2016 14:38 ~ ultimo agg. 12 set 18:55
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Sono arrivati in treno da diverse parti d’Italia, da Torino, Milano, Trieste, Roma e dalla stazione di Rimini si sono incamminati verso l’hotel Saint Gregory Park, che a fine agosto era balzato all’onore delle cronache per non aver voluto ospitare una turista cieca accompagnata dal suo cane guida. L’intenzione di una ventina di persone non vedenti, con i loro cani guida, era quello di incontrare il gestore dell’albergo per far sentire le loro ragioni, spiegare ancora una volta che c’è una legge che impone che chi ha problemi di vista possa essere accompagnato dal cane guida in qualsiasi luogo pubblico. Già il tragitto verso l’hotel, un paio di chilometri a piedi, è stato un percorso ad ostacoli, con tante barriere architettoniche che hanno reso il cammino, sotto il sole di mezzogiorno, ancora più complicato. Quando sono arrivati al Saint Gregory il gestore è uscito, manifestando tutto il suo disappunto e ha ribadito le sue ragioni. Ha detto di non avercela con le persone non vedenti, ma che nel suo albergo i cani non entrano. A chi gli diceva che il suo comportamento è passibile di sanzione, ha risposto che se gli arrivasse una multa presenterebbe ricorso, perchè considera quella legge incostituzionale.

l'arrivo dei carabinieri (foto Adriapress-Manuel Migliorini)

Così quella che poteva essere un’occasione per chiarirsi e riconciliarsi è diventato un momento ad alta tensione, con l’albergatore che ha chiesto l’intervento dei carabinieri, arrivati poco dopo sul posto con una pattuglia. Presenti anche agenti della Digos. Il gruppo, nel frattempo, si è spostato al riparo dell’ombra degli alberghi vicini, qualcuno ha portato dell’acqua per i manifestanti e per rifocillare i quattro zampe, e i carabinieri  hanno cercato di capire cosa fosse successo e hanno preso i dati dei presenti.

Ne subiamo tante di queste discriminazioni – spiega Simona, la portavoce del gruppo – e siamo davvero stanchi. Non passiamo accettare che qualcuno dica che non vuole rispettare la legge. Dire no ai nostri cani è dire no a noi, perchè loro sono i nostri occhi. Sarebbe come chiedere ad una persona in carrozzina di lasciarla, per noi sono elemento vitale. Ho cercato di spiegare all’albergatore il valore del cane guida, mostrargli che sono cani educati, amorevoli, gli volevo dare il volantino in cui abbiamo scritto le nostre ragioni e cosa dice la legge, ma lui non lo ha neppure voluto prendere in mano”. Simona e alcuni degli altri del gruppo erano arrivati a Rimini ieri e hanno trascorso la notte in alcuni alberghi riminesi e“dappertutto – racconta – siamo stati accolti benissimo“.

 

Il gruppo si riposa all'ombra di alberghi vicini

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