sabato 19 gennaio 2019
di Andrea Polazzi   
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mar 20 set 2016 13:48 ~ ultimo agg. 21 set 14:18
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Il comune di Rimini metterà in cassa altri 270mila euro grazie al suo impegno contro i furbetti del Fisco. Si tratta del contributo che arriverà dallo Stato come compartecipazione alla lotta all’evasione erariale. Una cifra che porta a 1.961.506 euro la somma riconosciuta dal 2011 a oggi all’amministrazione comunale. Qualche giorno fa proprio uno studio della Cgia di Mestre aveva evidenziato come solo il 7% dei Comuni italiani (dati 2014) si era attivato nella lotta all’evasione fiscale nonostante l’incremento dell’aliquota riconosciuta alle amministrazioni sulle maggiori entrate tributarie recuperate. A sfruttare l’opportunità sono stati prevalentemente i Sindaci dell’Emilia Romagna e della Lombardia e Rimini, secondo la graduatoria della Cgia relativa al 2014, è al quarto posto in Italia e al secondo in Regione con 4.49 euro recuperati per contribuente. Davanti a Rimini solo Bergamo (13,81 euro per contribuente), Reggio Emilia (5,98) e Lecco (4,49).
Le segnalazioni – spiega l‘assessore al bilancio Gian Luca Brasininegli ultimi tempi sono diventate sempre più mirate, permettendoci di recuperare ancora più somme illegittimamente sottratte al Fisco e portando a galla situazioni al limite del paradossale.” L’assessore ricorda il caso del titolare di una gioielleria che ha dichiarato nulla al fisco pur risultando proprietario di diversi fabbricati e acquirente di altri immobili per diverse centinaia di migliaia di euro, ma anche quello di un albergatore che ha presentato una dichiarazione dei redditi bassissima pur essendo in possesso di beni mobili di valore (come l’immancabile Suv) e addirittura ricoprendo cariche in altre società.
Brasini cita poi “i tanti immobili affittati in nero venuti alla luce” e i casi di “alcuni imprenditori, come un titolare di palestra o un gommista, che al fisco dichiaravano pressoché nulla pur al cospetto di attività fiorenti.
Circostanze – prosegue – che emergono grazie al particolare “occhio” usato e grazie al confronto tra chi lavora nel campo dei tributi: un esempio è l’esame effettuato in seguito al mancato pagamento del tributo per la pubblicità di un’azienda che, pur lavorando in vari cantieri sul territorio, risultava non dichiarare nulla, oppure ancora le diverse segnalazioni emerse in seguito al mancato riversamento dell’imposta di soggiorno da parte di strutture che, invece, risultavano in piena attività. Oltre quindi all’attività specifica di indagine, svolta in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza, c’è una volontà precisa da parte dell’Amministrazione di stanare tutti coloro che, aggirando, anche in maniera così palese il fisco, di fatto derubano l’intera comunità”.

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