mercoledì 16 gennaio 2019
di Redazione   
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mer 28 set 2016 19:12 ~ ultimo agg. 19:18
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Fermo  no al progetto di esternalizzare parte dei servizi scolastici dall’associazione “Rimini in Comune”, che organizzerà un’assemblea pubblica sul tema. Precarizzazione del lavoro e gestioni al ribasso – scrive l’associazione – saranno le conseguenze di una scelta politica attribuita anche al sodalizio con il centro-destra di Pizzolante, in riferimento al ruolo del deputato nell’ambito di Patto Civico (gruppo di maggioranza).

“Nei pochi mesi di campagna elettorale – si legge in un comunicato – abbiamo incontrato e risposto alle richieste dei comitati di genitori e dei lavoratori ausiliari all’interno dei nidi e delle scuole di infanzia sostenendo che la gestione pubblica, controllata e partecipata tra amministrazione, lavoratori del settore e genitori, non solo è l’unica soluzione possibile, ma è anche possibile mantenerla. Invece si ricorre alla gara europea per affidare il servizio a privati (cooperative), che precarizzano il ruolo dei lavoratori e puntano a gestioni al ribasso, dove il profitto per il soggetto gestore determina le scelte di erogazione del servizio”.

Nell’ambito dei servizi educativi le normative consentono le deroghe all’assunzione finalizzate alla garanzia del servizio pubblico, mentre nell’ambito dei nidi che non sono ancora un vero e proprio servizio educativo il sistema di turn over e scelte complessive di pianificazione di personale dell’ente pubblico consentirebbero di mantenere la gestione pubblica del servizio. Si tratta dunque di una chiara scelta politica, rafforzata dal sodalizio con il centro-destra di Pizzolante nel laboratorio politico di Rimini. Riteniamo che non basti attivare meccanismi di controllo per garantire il livello di servizio dal momento che si rompe il rapporto diretto con il corpo insegnante per mantenerlo solo con il soggetto gestore, tralasciando i sistemi di assunzione da esso effettuati e la tutela dei lavoratori”.

Per arrivare alla richiesta specifica: ” ritirare il bando e a bocce ferme esaminare meglio la questione dal punto di vista normativo per mettere a punto soluzioni alternative che consentano di mantenere in essere la gestione diretta dei servizi pubblici”.

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