martedì 22 gennaio 2019
di Andrea Polazzi   
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ven 9 set 2016 15:11 ~ ultimo agg. 10 set 15:03
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Punto di partenza è smantellare il campo di via Islanda. Lì, in base al censimento di febbraio dei servizi sociali, vivono 75/76 persone. Le famiglie Sinti, comunità tutelata dalla legge, sono 11 per un totale di 42 persone (39 riminesi), di cui 20 tra bambini e disabili. L’obiettivo dell’amministrazione è quello di trasferirli in monogruppi familiari da distribuirsi, uno in ogni quartiere in appartamenti di emergenza abitativa, casa popolare o, dove possibile, in prefabbricati. Naturalmente con l’obbligo scolastico per i minori e quello lavorativo per il capofamiglia, e l’obbligo di pagare bollette e affitto calmierato. Il tutto, spiega il capogruppo di Patto Civico Erbetta, appoggiandosi nel percorso alle cooperative sociali per quelle persone che non hanno un lavoro, e seguiti dagli assistenti sociali. Se una famiglia viene meno agli obblighi, ha spiegato anche ieri in consiglio il sindaco Gnassi, decadono anche i benefici.
Le altre 30 persone che vivono nel campo di via Islanda sono invece nomadi di nazionalità rumena, spiega il capogruppo del Pd Piccari, e per loro non ci sono tutele di legge. Molti hanno comunque fatto domanda per gli alloggi popolari e 21 risultano già in carico ai servizi sociali. Non potranno comunque restare in via Islanda dove il campo sarà smantellato.
Chiarimenti arrivano anche sulla delibera di Giunta approvata a luglio, finita nel mirino della minoranza: è stata fatta per partecipare al bando regionale che finanzia il superamento dei campi nomadi tramite la realizzazione di microaree. Perché, commenta ancora Erbetta, “sarebbe assurdo non accettare questi fondi: non solo non si risolverebbe il problema, ma sarebbe addirittura acuito, con tutte le conseguenze negative che ne deriverebbero.” Però il bando è al momento solo una bozza con le linee guida: la stesura definitiva sarà fatta in caso di assegnazione e dopo avere terminato il percorso in commissione e in consiglio. Percorso che prevede anche l’audizione dei campi famiglia Sinti e dei cittadini coinvolti, oltre che dei tecnici. Le microaree di cui finora si è parlato sono in via Maceri e via della Lontra alla Grotta Rossa (dove i cittadini contrari hanno raccolto 1500 firme) e, una parte residuale, sempre in via Islanda. Ma, ribadisce Erbetta, nulla è ancora definito. Bollate come strumentali e demagogiche le critiche della minoranza.

 

. I video della bagarre di ieri in consiglio comunale

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