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Il futuro della Rimini Calcio: i tre punti di Gnassi per farsi avanti

di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mar 19 lug 2016 16:54 ~ ultimo agg. 21 lug 19:20
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IL FUTURO DELLA RIMINI CALCIO: I TRE PUNTI DI GNASSI PER FARSI AVANTI

Salvaguardia del settore giovanile, un piano industriale e la partenza dalla serie D. Sono le tre condizioni che pone il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, a chi vorrà proporsi per far “rinascere” la Rimini Calcio. Il punto della situazione in una conferenza stampa tenuta nel pomeriggio in Municipio (e che sarà trasmessa in integrale su Icaro TV (canale 91) questa sera (martedì) alle ore 21.

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“Abbiamo costituito un’unità di lavoro, composta dall’assessore, dal sindaco e da tecnici nostri, quindi dai nostri dirigenti, per seguire tutto quello che c’è da fare per la Rimini Calcio – attacca Andrea Gnassi, sindaco di Rimini -. Abbiamo verificato i passi da un punto di vista normativo e ci siamo già attivati; la prima cosa che abbiamo fatto è stato inviare una lettera al presidente della Lega Nazionale Dilettanti e al presidente della Figc specificando che prendiamo atto della rinuncia all’iscrizione della Rimini Calcio, che vogliamo salvaguardare il patrimonio sportivo e che ci muoveremo sul territorio per vedere se qualcuno è interessato a iscrivere la squadra in un campionato della Lega Nazionale Dilettanti, accettando l’articolo 52 del Noif, il lodo Petrucci. Successivamente, entro 10-15 giorni, l’amministrazione comunale potrà valutare e poi accreditare un nuovo soggetto, una nuova società, che nel frattempo si sia costituito e che dovrà avere costituito una nuova matricola presso la Figc di Bologna”. 

“Prima di assegnare la categoria la Lega e la Federazione sentiranno noi – continua il primo cittadino –. Secondo me ci sono le condizioni per ripartire dalla serie D. Noi poniamo quest’asticella. Per avere anche una dimensione possibile degli interlocutori”.

“Secondo punto – è sempre Gnassi a parlare -: faremo una call, una chiamata, per avviare e mantenere il percorso nella piena trasparenza e anche nella trasparenza che i soggetti che si propongono devono alla città. Facciamo una chiamata a livello nazionale. Il Comune non permetterà di disperdere il patrimonio sportivo dei colori biancorossi. In questa chiamata noi non diciamo venite e basta ma poniamo dei punti:

1) la salvaguardia del settore giovanile;

2) presentarsi con piani industriali di medio e lungo periodo. Con cosa s’intende fare, quali sono gli investimenti, le risorse economiche che si mettono;

3) la partenza dalla serie D.

Come opportunità diamo di poter intervenire nel comparto urbano, partendo dal progetto sportivo, quindi nella zona stadio.

Ho sentito il presidente Tavecchio. Il progetto deve essere sano e serio.

Noi da oggi facciamo una chiamata. Ripartire dalla serie D è la possibilità di stare in un percorso previsto dalle norme. Ricordate: questa città ha avuto anche due squadre. Non permetteremo che questo si ripeta”.

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“Da oggi può entrare in campo l’amministrazione, anche perché prima non lo poteva fare – attacca Gian Luca Brasini, assessore allo Sport del Comune di Rimini –. Il ruolo dell’amministrazione comunale, oltre a quello di promuovere lo sport e l’insediamento di sponsorizzazioni, oggi è diverso. Ed è un ruolo che la Federazione stabilisce. Oggi noi abbiamo già incardinato il percorso sulla strada giusta. Noi possiamo fare la scelta, ma anche la sintesi, quindi fare squadra tra chi si farà avanti”.

“Il messaggio deve essere chiaro – interviene Gnassi: si presentano progetti e piani industriali. Prima non era possibile perché c’era un accordo tra parti private. Io sono venuto in Municipio anche di domenica per cercare di far mettere d’accordo le parti. L’amministrazione è stata molto attiva. Forse se fossero state fatte scelte precise prima oggi non saremmo qui”.

“In generale chi fa proposte serie in queste circostanze le fa sottotraccia” precisa Brasini, in riferimento ai troppi pseudo-investitori presentatisi negli ultimi mesi.

“Non considero quello che leggo perché il film negli ultimi anni è stato lo stesso – dice sul tema il sindaco. Mi fa piacere che la stragrande maggioranza dei tifosi abbia capito bene come sono andate le cose. È poi incoraggiante che questo percorso possa farci ripartire anche dalla D”.

Ma quali sono le tempistiche? “Non c’è un termine perentorio – risponde Brasini. Dipende dalla tempistica dei campionati. Entro una settimana dobbiamo individuare il progetto, dopo di che questo soggetto si dovrà costituire e affiliarsi alla Federazione, presentare una serie di credenziali e iscriversi. Ci sarebbe tempo in teoria fino a metà agosto. Noi speriamo però che ciò avvenga il prima possibile. Sulla questione dell’utilizzo dello stadio faremo riferimento a chi sortirà da questa vicenda. Lo stadio è della prima realtà cittadina, non solo per le partite ma anche per gli allenamenti e per le giovanili”.

“Diamo tempo fino a lunedì per le proposte – aggiunge Gnassi, che arrivino via mail, con PEC, con posta certificata. Non su Facebook o con messaggi privati, magari neanche firmati. Vogliamo nome e cognome, possibilmente visura della situazione, vogliamo vedere chi sono e nella mail ci deve essere richiesta formale di incontro con relativo allegato da presentare di piano industriale nel breve e nel medio periodo. Siccome nel calcio le chiacchiere sono molte e nella nostra città non siamo concentrati sullo sport…”.

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