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Gaetano Mura a caccia del record sul giro del mondo a vela con una barca costruita a Rimini

In foto: Gaetano Mura e Bert Mauri
di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mer 27 lug 2016 14:24
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Battere il record sul giro del mondo in solitario, senza assistenza e senza scalo, a bordo del Class40, barca a vela da regata di 12 metri, costruita nel cantiere riminese di Bert Mauri. Un’alleanza sportiva e tecnologica tra Sardegna ed Emilia Romagna.

L’Ocean Racer Gaetano Mura partirà con il suo Class40 a ottobre prossimo e per oltre quattro mesi cercherà di compiere un’impresa che fino ad oggi è riuscita solo al cinese Guo Chuan, due altri tentativi non sono andati in porto, che l’ha portata a termine in 137 giorni.

La sfida
Il giro del mondo in oltre quattro mesi si snoderà dal Mar Mediterraneo (la partenza ad ottobre è prevista da Cagliari) attraverso l’Oceano Atlantico fino al Capo di Buona Speranza, poi in senso orario attorno all’Antartide, lasciando a sinistra Cape Leeuwin (Australia) e Capo Horn, per risalire l’Atlantico e ritornare infine nel Mediterraneo. Un percorso di 25.000 miglia nautiche (46.300 chilometri). Buona parte si svilupperà in mari ostili, con condizioni meteo estreme, al limite dei ghiacci antartici.

Per gestire una navigazione in solitario ed indipendente Gaetano adotterà la tecnica dei “microsonni”, alternando veglie di due ore a sonni di 20 minuti. I soli compagni di viaggio di questa traversata saranno gli iceberg, le balene, gli abitanti tutti del mare, le raffiche di vento che possono superare i 100 km orari e onde di oltre 10 metri. L’impresa sarà compiuta a bordo di un Class 40, una barca da regata ‘monotipo’ di 12 metri, allestita ad hoc per questa impresa.

Bert Mauri, su progetto dell’architetto navale francese Sam Manuard, tra il 2011 e il 2012 ha costruito la barca che ha partecipato a importanti regate internazionali come la transoceanica Jacques Vabre. In questi mesi il costruttore romagnolo ha dato un grosso contributo alla preparazione della barca, in collaborazione con il cantiere nautico Gottardi di Olbia, con la costruzione della tuga allungata, ossia la copertura per la protezione necessaria durante la navigazione in condizioni estreme.

La salute prima di tutto, Gaetano Mura come “centralina” biomedica
Gaetano Mura sarà sotto osservazione medica giorno dopo giorno, si tratta infatti di un’occasione unica per studiare le risposte e gli adattamenti di un organismo umano alla prolungata permanenza in condizioni ambientali estreme. La sfida è stata raccolta da un gruppo interdisciplinare di studiosi e ricercatori che fanno capo ai professori Vincenzo Piras, Alberto Concu e Maurizio Porcu, del sistema ospedaliero universitario di Cagliari. Alterazione ematiche e del sistema nervoso, della forza muscolare e della capacità contrattile del cuore, frammentazione del sonno e aumento dei tempi di reazione, sistema immunitario sotto stress: questi alcuni dei rischi cui è sottoposto un Ocean Racer.

Per controllare lo stato psicofisico di Mura, è previsto il monitoraggio in remoto di numerosi indicatori dello stato di funzione dei principali organi. Un controllo che avverrà quotidianamente e regolarmente attraverso sistemi sicuri, non invasivi e di facile applicazione, basati su una piattaforma informatica ICT appositamente progettata e messa a punto dal gruppo di ricerca.

I principali sistemi bio-medici di controllo e acquisizione dati sono il Remote Cardiac Output Recorder, il Telemetric Brain Tracking e la Photogrammetric Motion Analysis.

Bert Mauri. Chi è
All’anagrafe Bert Massimo Mauri nasce a Riccione e cresce con la “malattia” del mare. Crociere, regate e trasferimenti sono il suo ambiente di lavoro. Nel 1989 diventa skipper dell’imbarcazione Juno per la quale realizza la prima ruota del timone in carbonio. Imbarcazione di 15 metri, Juno viene allungata a 16,20 metri da Bert prima di essere messa in acqua per ottimizzare la velocità. Ma non finisce qui. Tornato dalla partenza della Vendeè Globe e dopo aver studiato le barche oceaniche pronte per il giro del mondo, allunga il boma di Juno con un troncone di albero rotto, facendolo partire da coperta al posto del vang. A bordo di Juno, Bert vincerà tre Rimini-Corfù-Rimini, la 1000 miglia del mare.

Il cantiere
Nel 1993 nasce il figlio Francesco e Bert decide di smettere di navigare per stare con la famiglia. Con la moglie si trasferiscono nelle verdi colline di Montescudo, tra Rimini e San Marino. Un capannone davanti a casa, e nasce il cantiere dove finalmente Bert può continuare a realizzare le sue costruzioni in composito. Bert Mauri ha realizzato 3 Prototipi di Mini 650, i piccoli missili dell’Oceano, tra cui 342 con il quale il giovane romagnolo Michele Zambelli ha conquistato il 10° posto nella categoria Proto della Mini Transat 2013.
Successivamente entra nel circuito dei Class 40 costruendone tre su progetto di San Manuard; Black Samcapitanato da Gaetano Mura, Calaluna di Sergio Frattaruolo e l’ultima nata Kika Green Challenge di Cristiano e Alessio Verardo. Ora la sua creatura concepita per Gaetano Mura affronterà una grande sfida: il giro del mondo in solitario, senza scalo, senza assistenza.

 

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