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Politica Rimini

Fronte Nazionale e Summer Pride. Rispetto per libertà espressione ma l'invito è a disertare

In foto: Marina Mascioni
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 4 lug 2016 11:29
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“La nostra posizione è di chi crede che l’evento si debba tenere, perchè espressione delle libertà costituzionali pur tuttavia invita la cittadinanza a non partecipare a tale evento e a disertare lo stesso come segno politico di insofferenza verso chi utilizza le libertà costituzionali come strumento di provocazione, disturbo e divisione”. E’ la posizione del Fronte Nazionale per l’Italia, espressa dalla coordinatrice Marina Mascioni, sul Summer Pride del 30 luglio a Rimini.

“Il 28 giugno è iniziata sui social una petizione al fine di annullare la “parata gay“ del 30 luglio e, sebbene gli organizzatori ci abbiano chiesto di sottoscriverla, non riteniamo di farlo a fronte di motivazioni ben più profonde e consapevoli. Come abbiamo chiaramente esplicato più volte circa il nostro essere critici e scettici in merito alla valorialità del medesimo evento (proposto addirittura come culturale) rimane intatto, così come le nostre perplessità in merito al patrocinio del Comune (2.719 euro, ndr) per una manifestazione di siffatta natura rimangono del tutto inalterate. Pur tuttavia alcune considerazioni nel merito che investono le istanze di liberalità su cui si fonda il MN, riteniamo necessario vengano espresse in quanto le stesse considerazioni non sono in linea con chi vuole proibire o rendere illegale questa manifestazione. Il MN è favorevole nei confronti di ogni forma di espressione delle libertà individuali e collettive”.

Dell’evento, il Fronte Nazionale contesta la (supposta, visto che per Rimini è la prima edizione) ostentazione della sessualità: “Riteniamo che se le istanze di rivendicazione della dignità per il proprio orientamento sessuale siano più che legittime (pur rimanendo assolutamente fermi sulle nostre posizioni laddove crediamo in maniera non negoziabile alla Famiglia naturale con una presenza genitoriale composta da padre-maschio e madre-femmina con o senza figli) riteniamo altresì che, il modo con cui esse vengono rivendicate, siano fortemente lesive sia della dignità tanto di chi assiste quanto di chi le mette in scena”

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