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In foto: Valter Sapucci, Ermanno Pasini, Fabrizio De Meis e Nico Guastamacchia
di Roberto Bonfantini   
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gio 14 apr 2016 08:37 ~ ultimo agg. 16 apr 12:00
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RIMINI CALCIO. LA SCUOLA CALCIO SARÀ GESTITA DAL GARDEN. LANCIATA LA PUBLIC COMPANY PER SALVARE LA SOCIETÀ

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Lunedì sera l’annuncio a “Calcio.Basket” da parte del responsabile del Settore Giovanile e della Scuola Calcio del Rimini, Valter Sapucci: “trovato l’accordo tra il Rimini ed il Garden per la gestione della Scuola Calcio”.

Oggi (giovedì) i dettagli, forniti in una conferenza stampa allo stadio “Romeo Neri”. Presenti il presidente del Rimini, Fabrizio De Meis, il responsabile del settore giovanile, Valter Sapucci, il presidente del Garden, Ermanno Pasini, e il direttore della struttura, Nico Guastamacchia.

Hanno assistito all’incontro con gli organi d’informazione anche i giocatori biancorossi, che poi hanno incontrato per la prima volta dal mancato pagamento delle mensilità di novembre e dicembre il presidente De Meis. L’incontro è durato circa un’ora. I giocatori hanno deciso che quanto detto rimanga nello spogliatoio.

“Siamo qui per due motivi: il primo è legato alla Scuola Calcio al Garden, il secondo è qualcosa relativo alla prima squadra – attacca il presidente dell’AC Rimini 1912, Fabrizio De Meis. Valter Sapucci sta portando avanti il discorso. L’accordo è che da oggi affidiamo a loro la Scuola Calcio del Rimini, sperando di chiudere bene la stagione corrente e di porre le basi per la prossima e per il futuro. Il dottor Pasini da oggi diventa presidente della Scuola Calcio del Rimini. Quindi ritengo sia giusto possa parlare lui. Chiaramente la cosa che ci fa molto piacere è che questa cosa venga portata avanti da una persona da sempre legata alla Rimini Calcio come Valter Sapucci”.

“Ci siamo sentiti in dovere in quanto appassionati di sport, di tutti gli sport, di intervenire per aiutare i bambini del Rimini – dice Ermanno Pasini, presidente del Garden e da oggi della Scuola Calcio del Rimini -. Ci fidiamo ciecamente di Sapucci. Manterrà i colori biancorossi perché sarà sempre la Scuola Calcio del Rimini e non del Garden. Questo tipo di lavoro lo portiamo avanti già nel nuoto, nel beach tennis, in tanti sport, adesso anche nel calcio. Spero ci sia una collaborazione con tutte le Scuole Calcio di Rimini. Con De Meis ci siamo parlati solo un paio di volte, abbiamo trovato subito l’accordo”.

“La novità che volevamo presentare in anticipo è che dalla prossima stagione, 2016-2017 – attacca Valter Sapucci, la Scuola Calcio del Rimini, che rimarrà a tutti gli effetti del Rimini, che lavorerà per il Settore Giovanile e a lungo termine per la prima squadra, sarà gestita dall’esperienza e dalla struttura del Garden. Associamo al marchio del Rimini il lavoro di anni del Garden. Questo ci permetterà di allargare la Scuola Calcio, facendo fare ai ragazzi anche altri sport. È fondamentale che in questi anni i bambini e i ragazzi facciano anche altre discipline sportive oltre al calcio. Questo accordo ci permetterà di portare a giocare a calcio tutti i ragazzini di Rimini. Cambia il discorso organizzativo, amministrativo, mentre salvaguarderemo l’aspetto tecnico per creare una Scuola Calcio ancora più ambiziosa e formativa. La nostra idea è di non occuparci solo della zona Garden, ma di portare avanti anche Ina Casa, Viserba e Pietracuta. Chiaramente il Garden sarà la mente di queste attività e il discorso tecnico rimarrà coerente con quanto fatto in questi anni”.

“La nostra vocazione è far praticare più attività – dice Nico Guastamacchia, direttore del Garden –. I bambini, dopo aver fatto calcio, potranno provare altre attività: beach tennis, nuoto, tennis o karate, che integreranno la loro crescita. Questo porta ad un apprendimento motorio più veloce. E quindi ne beneficeranno non solo da bambini ma anche quando diventeranno adulti, avranno una capacità motoria superiore. In questo modo viene raddoppiata la loro capacità in termini di coordinazione e movimento. Non l’abbiamo inventato noi questo metodo, ma personaggi come Velasco”.

Riprende la parola De Meis per presentare il secondo punto all’ordine del giorno: “sul discorso societario stiamo lavorando, sperando che nell’udienza in programma il 2 maggio si sblocchi finalmente il 30% delle quote in modo che la società possa cedere a terzi quote societarie. Sto incontrando diversi imprenditori. Ho letto la proposta di Pasini della Public Company. Ci sono poche realtà che possono essere gestite da una persona sola e solitamente al massimo riescono ad andare avanti pochi anni. Costituire un gruppo di imprenditori credo possa contribuire ad una società più stabile. Ci sarebbe la possibilità, essendo di più, di fare campionati più ambiziosi. Il dottor Pasini, essendo di Rimini a differenza mia, spero riesca a fare quello nel quale io non sono riuscito: coinvolgere l’imprenditoria locale. Nei prossimi giorni renderemo ufficiale la proposta”.

“Abbiamo fatto un discorso analogo con il volley e con il basket. Nei prossimi giorni incontrerò anche il Basket Rimini – aggiunge Pasini -. Noi siamo una polisportiva senza scopo di lucro, per cui quanto viene incassato tramite le attività viene reinvestito nella struttura. Per tutto lo sport è necessario che la gente si metta insieme. Io come dici tu (rivolto a De Meis, ndr) sono di Rimini, faccio il medico, questo mi permette di avere altre conoscenze. Proveremo a trovare imprenditori disponibili a cercare di creare una società diffusa, in modo che i diritti e i doveri siano condivisi tra più persone, per far sì che possa andare avanti a livelli superiori. Questo lo comunicheremo anche al Comune per spiegarne il motivo. Vedremo poi di trovare persone benevole che ci aiutino a salvare il Rimini e a portarlo a livelli più alti”.

Perché la Public Company, che a Rimini non ha mai preso piede, dovrebbe farlo ora?
“Io faccio un tentativo, non ho nessuna certezza – risponde Pasini -. Come ho fatto io, che ho messo miei denari per aiutare il Garden, credo possano fare anche altri. Nulla è facile, ma se nessuno prova a farlo… Adesso cosa succede? Devo vedere i conti, vedere come il debito si può spalmare. Poi, in base ai conti, fare delle quote. Noi metteremo una quota come Garden o la metterò io a livello personale”.

“Dobbiamo precisare che finché non sarà sbloccata la situazione non potremmo cedere quote – puntualizza De Meis -. Speriamo si risolva presto. L’unico mio obiettivo è pagare i debiti e salvare la società, sperando di salvare la categoria perché questo potrebbe essere un fattore importante. Speriamo che il campo ci regali qualche soddisfazione in più e anche qualche torto arbitrale in meno. Da Pisa tutte le domeniche ci troviamo di fronte a gol annullati o non annullati, rigori non dati, espulsioni, ecc.”.

“Voglio aggiungere una cosa – continua De Meis. Per me non è un problema restare un piccolo socio, continuando ad aiutare il Rimini, ma non essere più presidente”.

Sarebbe importante dare tranquillità ai giocatori per permettergli di concentrarsi sulle questioni di campo. “Fossi nei giocatori sarei tutto fuorché tranquillo – è sempre il presidente del Rimini a parlare –. A febbraio avevamo quasi completato la cessione della società. Io sto facendo tutto il possibile per risolvere la situazione. Ho incontrato tanti imprenditori e la risposta è sempre stata: va bene, ci sentiamo quando è a posto la situazione legale. Abbiamo bloccati 250mila euro per la valorizzazione dei giovani in prestito dalle società di serie A. Ultimamente sono arrivati altri 100mila euro di pignoramenti per la scuola calcio di Amati e per l’intervento di un giocatore. C’è un giocatore che aveva pagato per giocare e che adesso vuole i soldi da noi”.

Poi, la conferma di una notizia già nell’aria: “gli stipendi di sabato non saranno pagati – continua De Meis -. Ho fatto la richiesta alla Lega di avviare la fideiussione. Ho sentito ieri il presidente Gravina per capire se è possibile pagare già da lunedì le due mensilità che spettano ai tesserati”.

L’operazione Public Company ha però tempi stretti. “Per iscriversi al campionato è chiaro che una soluzione va trovata entro il 30 giugno – aggiunge De Meis -. Anche per non ritrovarci il prossimo anno nella stessa situazione di oggi”.

Ed il Settore Giovanile? “Abbiamo deciso di fare due settori diversi. La Scuola Calcio è prettamente sociale, il Settore Giovanile è un’altra cosa – specifica De Meis.

“Mentre la Scuola Calcio è aperta a tutti, il Settore Giovanile è selezionato – aggiunge Sapucci -. Sulla Scuola Calcio non ci sono sorprese, sul settore giovanile ci siamo trovati con situazioni diverse e quindi ci siamo trovati in difficoltà. Non abbiamo illuso nessuno”.

“Quando il 3 luglio avevamo trovato l’accordo con Luukap era stato deciso che fosse Luukap a gestire il settore giovanile – precisa De Meis. Polverelli non è stata una scelta nostra, ma di chi doveva gestire per il settore giovanile. Polverelli è una persona che ha lavorato per 40 giorni e ha scelto gli allenatori. Il ruolo di Sapucci l’estate scorsa è stato non voglio dire “ridimensionato”, ma condiviso. Dopodiché a settembre ci siamo trovati in una situazione diversa”.

Intanto un giocatore, l’attaccante Polidori, ha messo in mora la società per il mancato ricevimento degli emolumenti. “Polidori ha fatto la messa in mora della società – rivela De Meis. È una cosa normalissima: se uno non prende lo stipendio è un suo diritto. Io non griderei allo scandalo. Un giocatore non viene pagato e fa di tutto per prendere i suoi soldi. Ci sono due situazioni diverse: da una parte ci sono i truffatori, dall’altra chi come me non lo fa volontariamente, e questo mette ancora più in difficoltà”.

La conferenza stampa sarà trasmessa su Icaro TV (canale 91) questa sera alle 20,40 e alle 23,20.

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