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Omicidio stradale. Sadegholvaad: salto in avanti in termini si giustizia e sensibilità

AttualitàRimini

3 marzo 2016, 12:39

in foto: Adriapress

Ieri sera l’Aula del Senato ha approvato la fiducia posta dal governo al ddl che introduce il reato di omicidio stradale. La norma, che ha già ricevuto il via libera della Camera, è legge. Inasprite le pene per l’omicidio stradale colposo, soprattutto se l’incidente avviene sotto l’effetto di droghe o alcol. Prevista un’aggravante nel caso in cui il conducente si sia dato alla fuga. “Un deciso salto in avanti in termini di giustizia, cultura e sensibilità” commenta l’assessore Jamil Saedegholvaad che ricorda come a Rimini, così come nel resto d’Italia, si stia registrando un aumento dei casi di pirateria stradale passati dai 31 del 2010 ai 62 del 2014 (nonostante un calo degli incidenti del 30%).


 

Il commento di Jamil Saegholvaad

Il sì del Parlamento alle nuove norme che trasformano l’omicidio stradale colposo in reato a se stante fa fare al nostro Paese un deciso salto in avanti in termini di giustizia, cultura e sensibilità davanti ai tanti, troppi, drammi e tragedie che colpiscono purtroppo ogni anno la quotidianità di migliaia di persone. Chi si mette al volante sotto l’effetto di alcool o di sostanze stupefacenti oppure con l’intenzione palese di spingere sul’acceleratore là dove non si può, sa perfettamente i rischi che fa correre per se stesso e per gli altri. Ed è questa aberrante ‘consapevolezza’ la ragione prima dell’introduzione del reato di omicidio stradale che, finalmente, allinea l’Italia a quanto disposto in molte altre parti d’Europa e del mondo.

Sono tante le storie, terribili, anche locali, che oggi tornano alla mente, accompagnando la notizia della legge. In piazzale Gondar, a Rimini, lungo la strada della Marina, c’è dal 2002 una targa voluta dal Comune di Rimini per ricordare il 33enne restauratore e impegnato nel volontariato sociale Pauli Jaakko Hirvi, l’anno prima travolto e ucciso da una Porsche lanciata a velocità folle sui viali delle Regine. Il pirata killer fuggì. Qualche giorno dopo confessò con una lettera: era il 28enne Omer Halilovic, bosniaco con passaporto olandese, che quella notte aveva intrapreso una gara di velocità con un’altra auto della stessa marca condotta dal 22enne Sejdic Sefkija. Halilovic fu accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso. Ma era subito tornato in Olanda: la politica locale chiese giustizia e impegno per l’estradizione. Nel 2006 fu condannato a 3 anni e 10 mesi, poco dopo la Polizia olandese fece sapere di averlo arrestato ai fini dell’estradizione. Ma da quella volta, il nulla, per l’amarezza e la disperazione dei familiari di Pauli.

Una legge e la prospettiva di una pena dura non fermeranno i pazzi e gli incoscienti però potranno essere un fortissimo deterrente culturale e fattuale per chi gioca con l’auto come se fosse la roulette russa. Questi casi hanno poco di ‘incidente’ e molto di ‘consapevole follia’. Così come un auspicabile deterrente potranno essere nei confronti di chi scappa successivamente al sinistro, privando di soccorso chi ha bisogno. Nonostante l’enorme calo di incidenti nell’arco di 15 anni (dai 2.585 del 2000 ai 1.784 del 2014, una diminuzione che supera il 30 per cento), a salire anche a Rimini con lo stesso trend nazionale è la pirateria stradale. Fenomeno ancora limitato ma purtroppo in crescita, passando dai 31 casi del 2010 ai 62 del 2014. Su questo aspetto, credo, anzi sono sicuro, che la legge potrà fare moltissimo”.

Andrea Polazzi

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