giovedì 24 gennaio 2019
di Redazione   
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dom 6 mar 2016 15:24
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Con la piantumazione di un melograno si è conclusa la cerimonia promossa dal Comune di Rimini nella Giornata europea dei Giusti. Una giornata che quest’anno l’amministrazione ha dedicato all’archeologo siriano Khaled al-Asaad che ha sacrificato la vita per difendere il sito archeologico di Palmira dagli attacchi dell’Isis. Con il solo aiuto di qualche giovane collaboratore, Asaad (che a Palmira aveva dedicato la sua vita di studi) ha cercato di mettere in salvo, e di nascondere in un luogo sicuro, centinaia di statue per evitare che diventassero preda dei terroristi.

“Il Comune di Rimini – ha detto l’assessore ai Servizi generali Irina Imola – dopo l’inaugurazione di questo Giardino, ha proseguito nell’impegno di commemorazione onorando diverse figure di Giusti. In questi anni abbiamo, infatti, dedicato un cippo ad Ezio Giorgetti, ad Osman Carugno e a Guido Morganti, nominati Giusti fra le Nazioni da Yad Vashem in Israele, e a tutti coloro che li aiutarono a salvare da morte certa, numerosi ebrei perseguitati dalla dittatura nazifascista”. “Quest’anno – ha proseguito l’assessore – abbiamo deciso di intitolare il Giardino interno del Museo della Città a Khaled al-Asaad archeologo e studioso di fama mondiale barbaramente decapitato dai miliziani dell’Isis il 18/8/2015, dopo aver dedicato tutta la vita al sito archeologico di Palmira, riconosciuto nel 1980 dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.”

“Non si può scrivere nulla su qualunque cosa abbia a che fare con Palmira senza fare riferimento a Khaled al-Asaad”. Queste parole di Amr al-Azm, professore universitario negli Usa ed ex dirigente del Dipartimento dei Musei e della Antichità siriane, chiariscono l’importanza del contributo di Khaled al-Asaad all’archeologia del 20esimo secolo.

Venerdì pomeriggio l’archeologo è stato ricordato, in un sala del Giudizio gremita, dai professori Mariateresa Grassi, dell’Unimi e Guido Vannini di UniFi.

“In onore di Khaled al-Asaad, Palmira 1943 – 2015, archeologo martire in difesa del patrimonio culturale” da oggi si legge nella targa a fianco del melograno che per sempre lo ricorderà.

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