lunedì 21 gennaio 2019
di Redazione   
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mer 10 feb 2016 15:57 ~ ultimo agg. 11 feb 15:05
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Un caso di virus Zika a Rimini, il primo in Emilia Romagna. A contrarlo un 30enne riminese rientrato da una vacanza a Santo Domingo. L’uomo era rientrato a fine gennaio e dopo pochi giorni aveva accusato sintomi come febbre alta, congiuntivite e dolori articolari. Si è rivolto al suo medico di base che gli ha prescritto accertamenti al dipartimento di microbiologia del Sant’Orsola di Bologna. Le analisi del sangue hanno confermato che ha contratto il virus Zika, trasmesso attraverso il pizzico di una zanzara. Il virus scompare da solo nel giro di qualche giorno ma è pericolosissimo per le gestanti.

(Ansa)

VIRUS ZIKA, VENTURI: “IN EMILIA ROMAGNA LA SITUAZIONE È ASSOLUTAMENTE SOTTO CONTROLLO”

“La vigilanza resta alta, i servizi sono attivati. La situazione, in Emilia-Romagna, è assolutamente sotto controllo”. Queste le parole dell’assessore regionale alle Politiche per la salute Sergio Venturi, dopo la conferma del primo caso in regione di virus Zika.

Zika è trasmesso attraverso la puntura di zanzare infette del genere Aedes (principalmente Aedes aegypti, ma anche Aedes albopictus), le stesse in grado di trasmettere la Dengue e la Chikungunya. Aedes aegypti non è presente in Italia, mentre l’albopictus, nota anche come zanzara tigre, è molto diffusa nel Paese e oggetto in Emilia-Romagna, fin dal 2007, di un intenso Piano di sorveglianza e controllo.

“Grazie all’esperienza maturata in questi anni e al suo assetto organizzativo – ricorda Venturiil Piano di sorveglianza regionale delle malattie trasmesse da insetti è in grado di gestire e limitare eventuali focolai di trasmissione autoctona di questo virus”.

La prevenzione e il controllo si basano essenzialmente sulla riduzione del contatto tra le zanzare e le persone. Chi ha in programma un viaggio all’estero nei Paesi in cui sono in corso queste epidemie deve osservare precauzioni di base per proteggersi dalle punture di zanzara: uso di repellenti cutanei, abiti di colore chiaro più coprenti possibile, evitare l’applicazione di profumi.

È necessario, inoltre, che nei luoghi dove si soggiorna le porte e le finestre siano dotate di zanzariere. Alle donne in gravidanza che hanno in programma un viaggio in questi Paesi si consiglia, se possibile, di rimandare la partenza o comunque di porre un’attenzione ancora maggiore alle misure di protezione. Per ulteriori informazioni si può contattare il personale sanitario che opera negli ambulatori di profilassi per viaggiatori internazionali delle Aziende Usl.

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