martedì 22 gennaio 2019
In foto: Il gruppo dei giovani atleti in gara
di Roberto Bonfantini   
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mer 24 feb 2016 15:12
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JUDO. LA POLISPORTIVA RICCIONE ALLA 1A PROVA DEL CRITERIUM “IL SORRISO DI MARIKA”

Sabato 20 febbraio si è tenuta ad Ozzano Emilia (Bo) la prima prova del Criterium denominato “Il sorriso di Marika”, dedicato alle classi pre-agoniste (dai 7 agli 11 anni). Alla manifestazione educativa hanno partecipato 237 piccoli atleti e 28 associazioni sportive, provenienti dalle provincie di Bologna, Ravenna, Forlì, Ferrara e, come unici rappresentanti della provincia di Rimini, 9 giovanissimi judokas della Polisportiva Riccione.

I piccoli atleti riccionesi hanno dato vita ad uno spettacolo degno di nota. Uno dopo l’altro hanno affrontato i rispettivi avversari, conquistando ben 5 primi posti, un secondo e 3 terzi posti nelle rispettive categorie di peso ed età.

Il caparbio Filippo Marzaloni (classe 2007), la “furia bionda” Anita Celli (classe 2008), l’imperscrutabile Matteo Caramuscio (classe 2008), il massiccio Filippo De Paoli e la veterana Morgana De Paoli (classe 2005) hanno vinto ben due o tre combattimenti ciascuno meritando i punteggi più alti dei loro gironi e guadagnandosi una meritatissima medaglia d’oro.

Molto soddisfacente anche l’argento di Davide Albertini (classe 2007), che dopo aver ceduto per poco al suo primo avversario, ha saputo far tesoro dei suoi errori per battere poi due avversari più esperti.

Ottima prova anche delle tre cinture bianche riccionesi Sara Albertini (classe 2005) e Giorgia Rosaspina (classe 2006) alla loro seconda esperienza fuori dal Dojo della Polisportiva e Rita Bertozzi (classe 2007) che ha partecipato per la prima volta ad una manifestazione di questo genere.

“Le tre ragazze sono state bravissime – dicono gli insegnanti della PolCom. Hanno affrontato egregiamente il timore delle prime volte, siamo molto soddisfatti. La squadra continua a rispondere bene e partecipare a queste manifestazioni educative in cui vengono premiati tutti, fattore che contribuisce ad elevare l’autostima dei bambini e li introduce gradualmente al mondo agonistico che la Federazione ha fissato al dodicesimo anno d’età . Questo aiuta tanto anche noi tecnici a giudicare l’andamento del lavoro svolto”.

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