martedì 18 dicembre 2018
In foto: foto Comune di Rimini
di Maurizio Ceccarini   
lettura: 2 minuti
mer 10 feb 2016 17:00 ~ ultimo agg. 19:49
Print Friendly, PDF & Email
2 min
Print Friendly, PDF & Email

Con la deposizione delle corone d’alloro alla “Biblioteca di Pietra”, il monumento sul porto dedicato alle vittime del Confine Orientale, si è conclusa oggi la cerimonia del Giorno del Ricordo, la solennità civile istituita dal Parlamento in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.

Ad aprire la cerimonia Monica Paliaga e Giovanni Ruzier, a nome delle associazioni degli esuli, e il Sindaco di Rimini Andrea Gnassi. Hanno partecipato alla celebrazione anche il Prefetto Peg Strano Materia, le autorità civili e militari, i rappresentanti delle associazione degli esuli e, in rappresentanza di tutti gli studenti riminesi, i ragazzi della VA del Marco Polo, accompagnati dalla prof.ssa Maura Plachesi: gli studenti hanno dato lettura di alcuni brani tratti dai testi di autori istriano – dalmati – giuliani, frutto del lavoro di ricerca e approfondimento su cui si sono impegnati negli ultimi tre anni.

Al termine degli interventi una studentessa ha cantato una canzone di Sergio Endrigo, esule proveniente da Pola, ispirata al dolore delle persone che hanno vissuto quei terribili momenti.

 

Ha detto nel suo intervento il sindaco Gnassi: “Richiamare nel cuore, ricordare, per non perdere nulla di quelle vite e di quel dolore, facendone il sale delle esistenze che viviamo tuttora. Settanta anni dopo non accenna ad esaurirsi il mortale filone dei conflitti etnici né dell’ideologia della violenza né dell’inganno razzistico. Sono stati alla base delle morti delle persone i cui nomi sono incisi in queste pietre. Sono alla base delle tante violenze, piccole e grandi, che punteggiano purtroppo ancora la nostra quotidianità. Lasciamo questo luogo portandoci indietro il suono del vento, serbandolo stretto nel cuore”

Il consigliere di Fratelli d’Italia Gioenzo Renzi chiede però che l’Amministrazione Comunale si ricordi anche del Giardino delle Vittime delle Foibe, tra il grattacielo e la stazione, “intitolato con l’ODG presentato dal sottoscritto e approvato dal Consiglio Comunale il 25.11.2004, che da 12 anni resta sempre dimenticato nelle cerimonie ufficiali dalle nostre Amministrazioni Comunali. Sarebbe doverosa una semplice corona di alloro su quella targa a nome della Città di Rimini per rispetto verso quei Martiri a cui è dedicato il Giardino e a quella intitolazione approvata dal Consiglio Comunale che non può continuare ad essere ignorata o considerata un semplice segnale stradale nella toponomastica”.

Notizie correlate
di Redazione
Blog/Commenti

Sollievo stonato

di Andrea Turchini
Meteo Rimini
Previsioni Emilia Romagna