15 novembre 2018

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Elettrodotto Forlì – Fano. Udienza il 24 febbraio, dopo 25 anni i cittadini attendono giustizia

Dopo 25 anni e tre gradi di giudizio vinti, per i cittadini riminesi (circa 4mila in provincia) che vivono a ridosso dell’elettrodotto Forlì – Fano inizia una nuova avventura in tribunale per vedersi riconosciuto in sede civile il riconoscimento dei danni subiti e il ripristino della situazione precedente l’attivazione della struttura. Il Tribunale di Rimini ha infatti fissato per il 24 febbraio la prima udienza.

Ma la vicenda parte molti anni fa. Per l’esattezza quando nel 1990 Enel avviò la costruzione della linea elettrica da 380mila Volt (terminata nel ’92) sui territori di Rimini, Santarcangelo, Coriano, San Giovanni in Marignano e Misano. Per i residenti dell’area fu l’inizio di un incubo: oltre all’impatto ambientale, molti iniziarono a presentare problemi di salute (emicranie, capogiri, insonnia) legati all’esposizione ad alti livelli di onde elettromagnetiche. Si costituì un comitato, si scoprì che la progettazione dell’elettrodotto si era basata su carte topografiche risalenti al ’48 (ben prima che le abitazioni in zona sorgessero) e iniziò un’azione penale portata avanti dai cittadini. Anche il comune di Rimini si costituì parte civile. Da allora per Enel, e poi Terna, sono arrivate tre condanne: nel ’99 in primo grado per lesioni colpose gravi col riconoscimento dei danni subiti dalle parti lese e l’obbligo di ripristino della situazione antecedente ai lavori. Sentenza confermata nel 2004 dalla Corte d’Appello di Bologna e nel 2008 dalla Cassazione.

Ma nonostante la giustizia abbia riconosciuto il nesso causale tra i problemi di salute e la presenza dell’elettrodotto, i tralicci restano ancora al loro posto.

Dopo la nuova citazione nel 2010 a carico di Enel e Terna, il 24 febbraio i cittadini (ma anche i comuni interessati sono parti in causa) torneranno a chiedere in Tribunale il rispetto del diritto irrinunciabile alla salute. Il Giudice ha accettato la loro richiesta di presentare una ulteriore relazione del Consulente Tecnico di Parte.

Andrea Polazzi

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