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di Redazione   
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gio 25 feb 2016 15:06 ~ ultimo agg. 26 feb 14:05
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Dall’Europa arriva una doccia fredda sulla legge per la proroga al 2020 delle concessioni demaniali. La Corte di Giustizia, tramite l’avvocato generale Ue Maciej Szpunar ha dichiarato che “la legge con cui l’Italia ha previsto la proroga automatica della durata delle concessioni demaniali marittime e lacustri per attività turistico-ricettive fino al 2020 è contraria al diritto europeo“. Per Szpunar “Si tratta di servizi che vanno concessi secondo una procedura di selezione imparziale e trasparente, per una durata limitata e non possono essere oggetto di automatismi”.

La conclusione di Szpunar arriva in merito alle cause che coinvolgono gestori sardi e la Promoimpresa operante sul lago di Garda. Si tratta di valutazioni non vincolanti ma generalmente sono riprese nella sentenza che sarà emessa dalla Corte.

Il deputato riminese del PD Tiziano Arlotti fa sapere: “Come già preannunciato all’Assemblea di Oasi sabato scorso, la prossima settimana in occasione della riunione del gruppo Pd discuteremo la bozza di documento che ho preparato per stabilire i tempi dell’iniziativa del Governo in attesa del pronunciamento definitivo della Corte, atteso entro maggio”.
La richiesta al Governo è di “attivare immediatamente la cabina di regia con tutti gli enti interessati e le categorie per arrivare alla proposta di legge di riordino della materia. Al 30 settembre, termine della proroga per i pertinenziali, avremo dunque una situazione definita, avendo sia la proposta di legge sia la sentenza della Corte”.

Per l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Marco Affronte una sconfitta della politica italiana: “Sappiamo che la pronuncia dell’avvocatura è solo un’indicazione per la Corte di Giustizia UE, che non è obbligata ad attenervisi. Tuttavia l’indicazione è pesante: la proroga al 2020 delle concessioni data dall’Italia potrebbe venire rifiutata dall’UE”. “Comunque vada la politica ha perso perché non ha saputo decidere, e con essa hanno perso i cittadini. Non c’è mai stata la volontà di trovare una soluzione ragionevole: Governo, Comuni e Regioni hanno cercato disperatamente di barcamenarsi alla ricerca del consenso. Ma bisogna scegliere, e scontentare qualcuno, con responsabilità. L’Unione Europea sta aspettando, da quasi due anni, che il Governo Italiano avanzi una sua seria proposta alternativa. Non s’era parlato di politica del doppio binario? Invece l’Italia non ha fatto nulla, non ha mandato a Bruxelles alcun documento propositivo. I bagnini hanno fatto muro, e senz’altro la loro pressione ha portato a proroghe su proroghe, nella speranza – vana – che l’Europa lasciasse fare all’Italia. Ma che senso avrebbe avuto?”

Sul fronte dei balneari, il commento di Riccardo Borgo, Presidente S.I.B/FIPE/Confcommercio: “Le conclusioni dell’Avvocato Generale presso la Corte di Giustizia Europea, (una sorta di nostro Pubblico Ministero) – e cioè che la proroga delle concessioni balneari al 2020 non sarebbe compatibile con il diritto europeo -necessitano di una attenta lettura e di valutazioni insieme ai nostri legali, già intervenuti in Lussemburgo nel dibattimento, non appena queste conclusioni saranno depositate, (presumibilmente oggi o domani), così da capirne meglio le motivazioni e i possibili effetti”. “Non è che coltivassimo soverchie illusioni, continua Borgo, visto anche l’atteggiamento dell’Avvocato Generale durante il dibattimento: il miracolo non si è avverato e ora vedremo quale sarà – che è poi quello che conta davvero – la sentenza della Corte di Giustizia che avremo tra qualche mese”.

 

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