giovedì 24 gennaio 2019
di Redazione   
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mer 17 feb 2016 13:41 ~ ultimo agg. 13:44
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Il progetto di Parco eolico a Poggio Tre Vescovi, afferente ai comuni romagnoli di Verghereto (FC) e Casteldelci (RN), è oggetto di un’interrogazione presentata da Lia Montalti, prima firmataria, e Giorgio Pruccoli (Pd).

La Regione Emilia-Romagna, spiegano i consiglieri, è coinvolta, insieme alla Regione Toscana, in un confronto sulla revisione del progetto dopo il ricorso da parte della ditta proponente al Tar del Lazio, a seguito della bocciatura dello stesso da parte dell’apposita Commissione presso la presidenza del Consiglio dei ministri, che si allineava alla posizione contraria delle due Regioni, del ministero per i Beni culturali e della Provincia di Arezzo. L’area interessata, ricordano i due esponenti Pd, proprio in virtù della forte valenza naturalistica e di pregio paesaggistico, “ha una forte vocazione turistica che potrebbe essere compromessa dalla realizzazione del progetto, tanto che i cittadini di Verghereto, Casteldelci e Badia Tedalda hanno manifestato forte preoccupazione alimentata anche dalla posizione precaria della ditta proponente, in liquidazione volontaria da dicembre 2013”.

Ravaioli e Pruccoli chiedono alla Giunta regionale “quali siano gli impatti del progetto sul paesaggio, sull’ecosistema di crinale e sull’assetto idrogeologico dell’area interessata e quali le misure di compensazione ambientale, quelle economiche a garanzia dei comuni coinvolti nonché l’efficienza energetica dell’impianto”. E domandano, infine, “quale sia lo stato dei lavori circa la remissione del procedimento alla Presidenza del consiglio dei Ministri, fornendo le eventuali documentazioni, nonché l’iter che ha fatto seguito alla riapertura del confronto sul progetto”.

Sulla questione interviene anche il presidente della provincia di Rimini Andrea Gnassi: “Il tema è ben noto e richiede la ponderazione di posizioni egualmente condivisibili ma talvolta contrapposte : da un lato, l’incentivazione della produzione di energia da fonti rinnovabili e sostenibili, dall’altro la necessità che la realizzazione degli impianti sia inquadrata in un processo di pianificazione che tuteli il paesaggio, a maggior ragione quando questo presenta un elevato valore di natura ambientale, storica e culturale. Ora è evidente che l’area interessata, proprio per la sua bellezza naturalistica e paesaggistica, ha una vocazione turistica che non può e non deve essere compromessa. Sono giustamente preoccupate le comunità dei Comuni di Verghereto, Casteldelci e Badia Tedalda. E, come rileva l’interrogazione, il nuovo progetto ‘non comporta sostanziali modifiche riduttive, sia a livello quantitativo che qualitativo, degli elementi componenti l’impianto di progetto’. Ripeto, bene ha fatto il nostro consigliere a chiedere alla Giunta regionale ‘gli effettivi impatti sul paesaggio, sull’ecosistema di crinale, e sull’assetto idrogeologico dell’area interessata’, ‘le misure di compensazione ambientale, quelle economiche a garanzia dei Comuni coinvolti, nonché la sostenibilità economica ed ambientale generale dell’intervento’. L’Italia può ancora vantare una bellezza unica al mondo, le cui componenti son fatte di natura e storia, paesaggio e cultura. Ogni intervento in zone che abbia un impatto su questo equilibrio di componenti e di valori va attentamente pensato. Perché si tratta di un equilibrio fragile, che va conservato e tutelato, che non possiamo permetterci di perdere.”

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