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Regione Sanità

Visite ed esami, Regione conferma abbattimento attese. Dal 1° marzo chi non si presenta paga

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
ven 11 dic 2015 15:31 ~ ultimo agg. 12 dic 11:32
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In Emilia-Romagna oggi oltre il 90% delle prime visite e degli esami strumentali viene garantito entro i tempi previsti, e cioè 30 e 60 giorni a seconda della tipologia. La Giunta regionale dichiara di avere raggiunto l’obiettivo dell’abbattimento dei tempi di attesa: nell’ultima settimana monitorata (30 novembre – 6 dicembre) tutte le 42 prestazioni oggetto del monitoraggio – riferisce una nota della Regione – hanno superato, in diversi casi ampiamente, la soglia del 90%. Sulle 45.404 prestazioni prenotate nelle prima settimana di dicembre, 44041 (97%) hanno rispettato i tempi.
All’insediamento della Giunta, lo scorso gennaio, era garantito il 58% delle visite e degli esami strumentali e l’analogo dato era pari al 73% a luglio.

Alcune prestazioni particolarmente critiche a gennaio oggi sono garantite entro la normativa nazionale e regionale: visita ginecologica (il dato era pari al 46% a gennaio, oggi viene garantita entro i tempi previsti nel 90% dei casi), visita endocrinologica (da 44% a 95%), visita gastroenterologica (da 58% a 97%), visita pneumologica (da 46% a 93%).

le visite specialisticheA Rimini per quanto riguarda le visite specialistiche sono diversi i dati in miglioramento: per endocrinologia dal 44% di gennaio al 100%, per oculistica dal 58% di gennaio al 93% di dicembre; ginecologia dal 35% al 54%,  ortopedia dal 53 all’82%. C’è anche qualche dato che va all’indietro: diabetologia dal 100 all’82%, dermatologia dall’80 al 68%.

 

Prestazioni diagnostiche

Prestazioni diagnostiche

Per quanto riguarda le prestazioni diagnostiche nella sede di Rimini, nella settimana monitorata la percentuale è stata dell’89%.

Tra gli interventi messi in campo, la Giunta ricorda i dieci milioni di risorse dedicate e 149 nuovi giovani professionisti: 116 medici, 23 infermieri, 10 tecnici sanitari.

E dal 1° marzo 2016 chi non si presenta senza disdire paga il ticket previsto, legato alla prestazione (fino a un importo massimo per ricetta pari a 36,15 euro). Il provvedimento riguarda tutti i cittadini, comprese le persone che hanno diritto all’esenzione: per esempio, per reddito, patologia o invalidità.

I cittadini troveranno già nella prenotazione la data entro cui fare la disdetta, che dovrà essere effettuata chiamando il numero verde dedicato dell’Azienda sanitaria, recandosi negli sportelli Cup, online attraverso il sito www.cupweb.it. A partire da marzo sarà inoltre attiva un’apposita app regionale che permetterà di effettuare la disdetta attraverso smartphone e tablet.

Entro dicembre partirà una campagna informativa regionale rivolta ai cittadini, con manifesti distribuiti nelle sedi delle strutture sanitarie e uno spot video che verrà diffuso nei siti web della Regione e delle Aziende sanitarie.
La verifica dei risultati passa anche attraverso lo sviluppo del sistema di monitoraggio dei tempi di attesa, che all’inizio di quest’anno era trimestrale e che da settembre è settimanale. Da metà gennaio 2016 i dati, proposti anche per Azienda sanitaria, saranno consultabili nel sito web regionale dedicato ai tempi di attesa. In accordo con la presidenza di “Cittadinanzattiva”, organizzazione che promuove la tutela dei diritti e il sostegno alle persone più fragili, verranno presentati al ministro della Salute i risultati ottenuti e le azioni messe in campo.

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