giovedì 17 gennaio 2019
In foto: l'ingresso di Simone Parma in chiesa
di Maurizio Ceccarini   
lettura: 2 minuti 1.632 visite
sab 7 nov 2015 13:14 ~ ultimo agg. 8 nov 12:18
Print Friendly, PDF & Email
2 min 1.632
Print Friendly, PDF & Email

Era gremita questa mattina la chiesa di Viserba Monte per l’ultimo saluto a Simone Parma, il promotore della campagna “Firmo quindi sono” affetto da distrofia scomparso giovedì a 36 anni. Oltre ai familiari e ai parrocchiani c’erano i membri della UILDM di Rimini, l’Unione per la Lotta alla Distrofia Muscolare, e tanti degli amici che Simone aveva conosciuto nei luoghi di ritrovo di Rimini, dove la sua voglia di vita lo portava spesso.

Simone Parma

Simone Parma

A celebrare il funerale è stato il vescovo Francesco Lambiasi, che in apertura e chiusura di omelia si è scusato coi familiari per l’inadeguatezza delle sue parole: “Vorrei starvi vicino in silenzio perché le parole rischiano di essere troppe. E in queste occasioni l’unico che ha il diritto di parlare è il Signore”. Il vescovo ha citato una, in particolare, delle Beatitudini che sono state l’oggetto di una delle letture: “Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia”. “La beatitudine che capiamo quando è incarnata in una vicenda, la vediamo in Gesù e in un fratello buono che ha dovuto portare una croce pesante ma non si è ripiegato su sè stesso e non ha fatto pesare la sua malattia”. Di Simone ha sottolineato la grinta, “che ci dà l’esempio e ci insegna che vivere è bello”, e la sua battaglia per la firma digitale per i disabili, che il vescovo ha letto in una visione cristiana: “Ogni uomo è l’immagine vivente di Dio e porta la firma autografa di Dio. E’ lui che ci aiuta a capire quel “Firmo quindi sono” che nel linguaggio cristiano diventa “Amo quindi sono”. “Il metro per valutare la pienezza della vita – ha aggiunto il vescovo – non è il numero dei giorni, ma ma luce con cui quei giorni li abbiamo rischiarati“.

Toccante anche il messaggio della UILDM letto alla fine del rito funebre. “Grazie a Simone per il sorriso, la forza e l’amicizia. Simone ha lottato e combattuto per i diritti, l’indipendenza e la libertà, basi della dignità umana”, in riferimento all’impegno per la campagna “Firmo quindi sono” per arrivare a una proposta di legge. “La malattia ne ha indebolito il corpo, ma non la voglia di vivere”. E alla fine “Grazie Simone, per averci insegnato che a volte per alzarsi in piedi non servono le gambe”. Il messaggio è stato seguito da un intenso applauso.

Altre notizie
Un passatello per la ricerca

Quando il passatello diventa solidale

di Redazione
Notizie correlate
di Redazione
VIDEO
Le proposte di Bimbiarimini

Le proposte di Bimbiarimini

di Redazione
di Redazione
Meteo Rimini
Previsioni Emilia Romagna