20 novembre 2018

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Manutenzione strade. La provincia risponde agli amministratori “distratti”

in foto: lo stemma della provincia di Rimini

Non è accettabile (ne strumentalizzabile)  che dopo anni di leggi di stabilità, riunioni istituzionali e montagne di letteratura in merito, ci siano amministratori che non conoscono la situazione in cui versano le province italiane. L’Ente di Corso d’Augusto non ci sta agli attacchi arrivati in particolare dall’amministrazione di Sant’Agata Feltria che lamentava scarso interesse dell’ente per le strade dell’Alta Valmarecchia colpite da frane e dissesti che mettono a rischio anche posti di lavoro. Benché responsabili della manutenzione stradale e delle scuole, le province sono state prosciugate di risorse e senza correttivi, anche quella di Rimini è condannata al default nel 2016.

I numeri “risicati” della Provincia. Parlano chiaro i numeri, ricorda la provincia a quelli che definisce amministratori distratti: a fronte di circa 27 milioni di entrate complessive provenienti principalmente dall’addizionale sulla RCauto e dall’imposta di trascrizione dei veicoli, la provincia ha dovuto versare allo Stato circa un milione e mezzo nel 2013, 4 milioni nel 2014 e 14 milioni quest’anno. Nel 2016 e 2017 la cifra salirà a 23 e poi a 32 milioni. Per l’anno in corso il dissesto, si legge in una nota, è stato evitato grazie alla rinegoziazione dei mutui ma dal prossimo anno, e nonostante i tagli al personale e alle spese di funzionamento, non è assicurata la sopravvivenza finanziaria dell’Ente. Tutte le poche risorse a disposizione, spiegano da Corso d’Augusto, sono state destinate alla manutenzione di strade e scuole: complessivamente un milione di euro, 300 mila destinati allo smaltimento della neve, da distribuire fra 22 edifici scolastici e 480 chilometri di rete viaria provinciale. Risorse drasticamente in calo: alle strade andarono nel 2012 2 milioni, scesi ad 1,5 poi ad 1. Nel 2015 ne restano appena 350mila.

Regione, unico interlocutore rimasto. L’unico interlocutore, specifica l’Ente riminese, è la Regione Emilia-Romagna che è stata finora un’ancora di salvezza. A differenza dei Governi, conclude amaramente la nota, che con un rigo hanno ‘ucciso’ le Province e dei partiti allora primi firmatari dell’eliminazione e oggi, pronti ad ‘accusare’ le province per quello che non possono fare più.

. La nota giunta dalla Provincia

La viabilità di un territorio, da cui dipendono il suo benessere, la vivibilità e l’economia dei suoi cittadini, è questione seria. Spiace constatare per l’ennesima volta che alcuni rappresentanti di Enti pubblici perseverino nel trattarla invece come una qualunque discussione strumentalizzabile. Se infatti è giustificabile che il cittadino mediamente informato possa anche essere ignaro della situazione finanziaria delle Province, non è accettabile che dopo anni di leggi di stabilità, di riunioni istituzionali e di montagne di letteratura e pubblicistica in merito, un amministratore spenda ancora parole che sulla non conoscenza di una situazione conclamata poggiano tutto il loro fondamento. A beneficio così degli amministratori, sicuramente in buona fede ma distratti, riepiloghiamo la situazione della Provincia di Rimini. Ad oggi il suo orizzonte finanziario arriva solamente a fine anno. Proprio in virtù della situazione finanziaria in cui versano, alle province è stato concesso di approvare anziché un bilancio triennale, come previsto normativamente, il bilancio della sola annualità 2015. Se non interverranno provvedimenti correttivi, la quasi totalità delle Province italiane dichiarerà il default finanziario nei primi mesi del prossimo anno. Molti Enti provinciali, nel Paese, hanno già dichiarato che non potranno provvedere neanche più al pagamento del riscaldamento nelle scuole. Il motivo risiede nei tagli posti a carico degli enti di area vasta dalle leggi di stabilità che si sono succedute negli ultimi anni. A fronte di enti che mantengono ancora la responsabilità di funzioni quali la manutenzione delle strade provinciali e degli istituti scolastici di secondo grado, lo Stato ne ha prosciugato con prelievi forzosi tutte le risorse, prelievi che a partire dal 2016 saranno superiori alle stesse entrate dell’Ente. Qualche dato per capirci: a fronte di circa 27 milioni di entrate complessive provenienti principalmente da un addizionale sull’assicurazione civile auto e sull’imposta di trascrizione dei veicoli, la Provincia ha dovuto versare allo Stato circa un milione e mezzo nel 2013, cifra salita a 4 milioni nel 2014 e a 14 milioni nell’anno in corso. Nel 2016 e 2017 questa cifra salirà rispettivamente a 23 e 32 milioni. Se per quest’anno è stato ancora possibile evitare il dissesto grazie ad un’operazione straordinaria di rinegoziazione dei mutui, a partire dal prossimo anno, e nonostante i tagli al personale e a tutte le spese di funzionamento, non è assicurata la sopravvivenza finanziaria dell’Ente. Tutte le poche risorse finanziare sono state destinate alla manutenzione di strade e scuole: parliamo complessivamente di un milione di euro, dei quali 300 mila destinati allo smaltimento della neve, che devono essere distribuiti fra 22 edifici scolastici e 480 chilometri di strade provinciali su cui effettuare interenti di manutenzione. Parliamo nella sostanza di circa 350 mila euro per la viabilità a fronte dei 2 milioni spesi nel 2012, del milione e mezzo speso nel 2013 e del milione del 2014. Questi numeri sono noti a tutti gli amministratori dei Comuni. L’unico interlocutore oggi è la Regione Emilia-Romagna che, per essere onesti e chiari, fino a qui è stata per l’intero territorio provinciale una provvidenziale ancora di salvezza per provvedere a problemi non affrontati dai Governi che con un rigo hanno ‘ucciso’ le Province e dai partiti allora primi firmatari della ‘eliminazione’ e oggi, magari, primi barricadieri ad ‘accusare’ gli Enti provinciali per quello che non possono fare più.

Andrea Polazzi

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