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Approvato in due sedute di Consiglio il PSC: i commenti pro e contro

PoliticaRimini

4 novembre 2015, 23:03

in foto: repertorio

In Consiglio Comunale a Rimini si è conclusa in due sedute, rispetto alle quattro calendarizzate, l’approvazione del PSC controdedotto: la discussione di questa sera si è chiusa alle 22.35 con 17 voti favorevoli, 8 contrari e un astenuto. Votata anche l’immediata eseguibilità. Ora il PSC torna in Provincia: l’ente provinciale ha tre mesi di tempo per esprimersi, ma si conta di abbreviare i tempi, dopodiché il Piano Strutturale Comunale potrà essere definitivamente approvato e conseguentemente anche il RUE.

Il sindaco Gnassi ha parlato anche questa sera di un piano adeguato al mondo che è cambiato, ai nuovi scenari dell’urbanistica e agli indirizzi di riduzione del cemento dell’Amministrazione (le previsioni di aree di nuovi insediamenti sono calate del 40% rispetto al PSC adottato).

Ma fino all’ultimo non sono mancate le critiche dall’opposizione: “Mentre il Presidente della Regione Bonaccini proprio a Rimini e proprio in queste ore – scrive Gianluca Tamburini del 5 Stelle parla di una nuova legge regionale a consumo del territorio zero, noi approviamo un piano che consentirà 4000 nuovi alloggi e un consumo di territorio pari a 174 (centosettantaquattro) ettari nei prossimi anni”.

Nessun ostacolo all’iter del PSC da parte del centrodestra, consapevole dell’importanza dello strumento urbanistico di indirizzo. Lo spiega Gennaro Mauro, pur manifestando un giudizio negativo sul documento che, dice, non sembra corrispondere alle esigenze della città. Mauro attacca le precedenti amministrazioni di centro sinistra, ree di non aver salvaguardato l’integrità di un territorio che ora ha bisogno di riqualificazione, di risposte in termini di mobilità e di infrastrutture adeguate nei quartieri dormitorio che sono sorti negli ultimi anni come quelli di Gaiofana, via Orseleto, Via Turchetta, via Lotti. Troppe, secondo Mauro, “le questioni non affrontate da Gnassi durante il suo mandato”.

“Il sindaco Gnassi aveva due strade” – attacca il consigliere Eraldo Giudici – o revocare un PSC da lui stesso, nei fatti, non condiviso e malfatto, o apportarvi tutte le modifiche che venivano imposte; così è stato ed il risultato è assai modesto.” “Abbiamo marcato – prosegue – le gravi carenze nella viabilità della zona SUD che comprendono sia la questione della rotonda della SS. 72 Rimini-San Marino che delle vie Coriano e Montescudo ma, ancor più a monte, la necessità di un collegamento con il casello autostradale della A14 che raccolga sia il traffico dalla zona artigianale di Via Montescudo e che favorisca il deflusso del traffico pesante proveniente dalle zone industriali di Falciano di RSM e delle zone produttive del Corianese. Infine abbiamo segnalato la mancanza di previsioni per l’ insediamento di poli logistici che potrebbero sostenere l’ammodernamento della struttura economica locale non solo riminese, da prevedere in prossimità dei caselli autostradali e aereo portuali. Tutto ciò ci ha fatto propendere, non aprioristicamente, per una serie mirata di astensioni su alcune parti del provvedimento condivisibili, ma con voto contrario sulla decisione finale.” 

CONFRONTO A DISTANZA SUL PSC A TEMPO REALE

. L’intervista al capogruppo del Pd Mattia Morolli

. L’intervista al consigliere del M5S Gianluca Tamburini


Il commento dei Circoli PD di Rimini

Con l’approvazione in consiglio comunale del PSC controdedotto, si avvia al termine un lungo e complesso iter che ha dovuto fare i conti con le sollecitazioni di una società coinvolta da un profondo cambiamento culturale, ancor prima che strutturale.

La responsabilità dei nostri amministratori è stata quella di rimettere in gioco quella cornice burocratica, fatta di indici e parametri quantitativi, per declinare in risposte qualitative le nuove esigenze di una città che dalla “Crisi”, come 70 anni fa, ha deciso di ripartire, resettando consuetudini espansive e posizioni di rendita.

La svolta, perché di questo si tratta, è stata quella di intersercare il libro del progetto di Rimini disegnato dal Progetto Strategico, condiviso da tutte le componenti attive della città, con i rigidi parametri stabiliti dalla normativa vigente.

Dapprima il Masterplan, denigrato come “fuffa” dagli autodichiarati paladini del territorio, poi una variante urbanistica retroattiva dove, almeno 1100 appartamenti ipotetici, svanivano di fronte all’impatto con una realtà satura di mattone.

Son passati solo due anni e mezzo, ma oggi si può già storicizzare quel momento dove Giunta e Consiglio hanno deciso, con tutte le resistenze e gli strascichi a cui abbiamo assistito, di salvaguardare il futuro di tutta la città. In realtà vicine (S. Lazzaro) dove si è deciso di perseguire le stesse politiche di cambiamento, abbiamo assistito a inquietanti reazioni e minacce verso gli amministratori.

Su questo passo di cambiamento, dove all’espansione si privilegia la rigenerazione dell’esistente, si ispira anche il percorso che la Giunta Regionale ha attivato per ripensare gli indirizzi della pianificazione, che dovranno prevedere logiche di premialità per chi decide di investire in buone pratiche di sostenibilità ambientale e di qualità urbana , dove il “buon vivere” diventa la direttrice progettuale del presente e del domani.

La chiara visione del futuro di Rimini, ci conduce oggi ad un nuovo Piano strutturale Comunale, approdo coerente e strumento efficace per dare sostanza e concretezza alle idee che lo sostengono; un deciso taglio al consumo indiscriminato del suolo, una propulsione convinta al rinnovo del tessuto turistico, con la possibilità di incentivare operazioni di sostituzione e accorpamento delle strutture obsolete favorendo efficienza ed innovazione, una spinta chiara verso la riqualificazione del centro storico, uno schema condiviso di esigenze e specificità dei territori per potere valutare in modo trasparente le proposte dei privati e poter dire di si o di no, non perseguendo interessi particolari, ma in base ad una idea precisa di Rimini e del suo sviluppo.

Le iniziative messe in campo dall’amministrazione per indirizzare il sentire comune verso questa nuova visione sono sotto gli occhi di tutti, l’anello delle nuove piazze, il fila dritto, i cantieri del psbo, il nuovo depuratore , le piste ciclabili, i cantieri dei grandi e rinnovati motori culturali della città; con la prossima definitiva approvazione del PSC, finalmente di Rimini si dota dello strumento adeguato a consentire anche alla società civile, all’iniziativa privata, al mondo imprenditoriale, di spingere nella stessa direzione, verso il futuro che Rimini si merita.

In assenza di “modificatori” istantanei di skyline urbani , il gruppo PD, il Sindaco e la Giunta hanno praticato l’unica strada possibile per rispettare gli impegni codificati nelle linee di mandato, ovvero con la coerenza e la determinazione di un lavoro che solo negli ultimi mesi ha visto la commissione consigliare riunita 23 volte per rispondere a tutte le osservazioni (1249) inoltrate dai cittadini; terminare coerentemente un iter dall’esito non banale. Sarebbe scontato rilanciare a chi prospettava l’impossibilità di raggiungere un simile traguardo, che c’è l’abbiamo fatta, con l’obiettivo di salvaguardare il bene comune della città. Diciamo solo che nel “sacco” ci abbiamo messo un’impressionante mole di mattoni virtuali che non verranno più utilizzati, ma che qualcuno continua a riscagliarci addosso per finalità meramente elettorali.

Alberto Vanni Lazzari – Seg. Comunale PD

Giovanni Casadei – Responsabile politiche urbanistiche Seg. PD

Redazione Newsrimini

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