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Souvenir fascisti: una proposta di legge per renderne illegale la vendita

AttualitàRimini

26 ottobre 2015, 14:54

in foto: repertorio

Una proposta di legge per rendere illegali produzione e vendita di oggetti e souvenir fascisti, tema che si è presentato ciclicamente anche a Rimini e affrontato nei mesi scorsi anche in Consiglio Comunale. La proposta di legge è stata sottoscritta dal deputato riminese del PD Tiziano Arlotti insieme ai colleghi romagnoli Marco Di Maio ed Enzo Lattuca e propone modifiche alla legge Scelba del 1952 per punire la produzione, distribuzione, diffusione e vendita di beni mobili raffiguranti immagini o simbologie del disciolto partito fascista.

“Il fenomeno della vendita di oggetti riportanti simbologie o immagini del disciolto regime fascista ha raggiunto proporzioni e livelli ormai inaccettabili – dichiara Arlotti – vi sono esercizi commerciali, cresciuti numericamente nel corso del tempo, spesso dotati di regolare licenza commerciale, nei quali vengono quotidianamente e impunemente venduti accendini, magliette, bottiglie di vino e altri innumerevoli oggetti che si richiamano attraverso immagini e simbologie al disciolto partito fascista. Il volume di affari che ruota intorno a tali prodotti ha raggiunto proporzioni sempre più consistenti”.

Il deputato ricorda il caso dei due turisti americani di fede ebraica che a Rimini erano rimasti scandalizzati dalla vetrina di un negozio di souvenir in cui si mettevano in vendita bottiglie con l’effigie di Mussolini o di Hitler, apprendendo che tale vendita è nel nostro paese del tutto legale. Per il divieto si schierò anche il sindaco di Rimini Gnassi con il sostegno dell’ANPI.

“La proposta di legge – spiega Arlotti – ha l’obiettivo di integrare la legge 645 del 20 giugno 1952, la cosiddetta Legge Scelba, che attua la XII disposizione transitoria della Costituzione che vieta la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista. Proponiamo di introdurre un nuovo comma all’articolo 4, che stabilisca che chiunque produce, distribuisce, diffonde o vende direttamente o attraverso qualsiasi modalità, anche telematica, beni mobili raffiguranti immagini o simbologie che si richiamano all’ideologia fascista o nazi-fascista commette reato di apologia di fascismo, ed è assoggettato alla stessa pena prevista dal comma 1 per questo reato, ossia la reclusione da sei mesi a due anni e alla multa da 206 a 516 euro. Non è possibile continuare a derubricare ad una questione di “folklore” ciò che in altri Paesi è considerato un oltraggio”.

Redazione Newsrimini

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