15 novembre 2018

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Il Gris su Halloween: “Siamo fatti per molto di più”

Un fenomeno di gran moda sul quale non ci si interroga ormai più. E che rischia di soppiantare il vero valore della commemorazione dei defunti. Il Gris diocesano di Rimini, Gruppo di Ricerca Socio-Religiosa, propone una riflessione alla vigilia di Halloween. Anche prima di citare i rischi di contaminazione con occultismo o altre pratiche, il Gris solleva dubbi su quanto Halloween possa realmente aiutare a rispondere all’esigenza di felicità e speranza, ma anche di risposte sul senso dell’esistenza, che ognuno prova.


 

L’intervento del Gris di Rimini:

Quando certe mode non soddisfano veramente il nostro cuore

Ogni genitore si è sentito chiedere dal proprio figlio perché si muore, dove va chi muore e cosa gli accade.
E’ una domanda che nasce spontaneamente in ogni bambino quando per la prima volta fa esperienza della perdita di una persona cara o anche della morte del proprio amato cagnolino. Da quel momento l’interrogativo sulla morte rimarrà presente in lui e avrà bisogno di risposte adatte alla sua capacità di comprensione ma comunque vere. E’ una riflessione che ci accompagna durante tutta la nostra vita perché riguarda tutti noi ed è in fondo una domanda sulla vita: sul senso della vita e piena di desiderio di vita.
Questi sono i giorni in cui le nostre radici culturali e religiose ci invitano a festeggiare tutti i santi e a ricordare con affetto e speranza i nostri cari defunti, ma guardandoci attorno ci troviamo sempre più inondati da proposte a guardare alla morte con orrore e disperazione.
Mentre le nostre radici ci invitano a guardare con gioia la vita presente e quella eterna, Halloween porta invece con sé solo cortei di zombi, fantasmi, diavoli e streghe in una profanazione del bello, della vita e della speranza.
Eppure sembra diventato ormai un fenomeno di gran moda su cui non ci si interroga più.
Noi desideriamo continuare a farlo per capire che tipo di proposta porti con sé e per scegliere se aderirvi o meno.
Non possiamo infatti non chiederci cosa ci sia di bello e divertente nel travestire i propri figli da morti ricoperti di piaghe e sangue. Ci chiediamo perché non facciamo più vedere i nonni morti ai nostri figli o non li portiamo più ai loro funerali per il timore che si spaventino ed invece li esponiamo a rappresentazioni della morte volutamente paurose e disgustose.
Ci domandiamo come mai spesso fuggiamo impauriti di fronte alla sofferenza e all’agonia dei nostri cari mentre troviamo attraente assistere alle immagini di morte e di sangue tipiche di Halloween.
Forse cerchiamo di esorcizzare la paura della sofferenza e della morte giocando con queste loro rappresentazioni? Ci sembra che questo funzioni realmente? Davvero in questo modo siamo più capaci di accettare queste realtà nella nostra vita o davvero vediamo che in questo modo i nostri figli sono più sereni di fronte ad esse? Forse questo giocare con la morte ci dà quelle risposte di cui abbiamo bisogno ogni giorno per vivere bene e per prepararci al momento in cui essa busserà anche alla nostra porta?
I dubbi sul valore educativo di queste macabre rappresentazioni della morte e di ciò che viene dopo essa sono tanti, senza parlare poi della preoccupazione che nasce dalla forte e incontestabile contaminazione di Halloween con l’occultismo e il satanismo.
Potrebbe essere che non ne abbiamo mai sentito parlare o che non la consideriamo rilevante? Davvero è questa la strada che vogliamo scegliere per noi e a cui vogliamo educare i nostri figli?
Non crediamo che queste proposte possano soddisfare veramente il nostro cuore che è fatto per la felicità e che la cerca senza sosta.
Crediamo che Halloween non possa rispondere alle esigenze di pienezza di senso e di felicità dei nostri cuori, che non ci possa aprire orizzonti di speranza che ci aiutino a prendere sul serio e a trovare risposte adeguate alle domande sul senso del vivere e del morire che emergono anche dai bambini.
Crediamo che siamo fatti per avere molto più di questo.
Gris Rimini

Maurizio Ceccarini

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