18 novembre 2018

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A settembre prezzi stabili rispetto a 12 mesi fa, ma una stanza d’albergo costava l’8% in più

Nell’indice dei prezzi al consumo a Rimini continua a prevalere il segno meno: a settembre i prezzi, secondo le rilevazioni dell’apposito osservatorio comunale, sono diminuiti dell’1,6 % rispetto ad agosto e dello 0,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Dati che si discostano da quelli nazionali dove a settembre il costo della vita è aumentato dello 0,2% su base annua ed è diminuito di appena lo 0.4 rispetto ad agosto. Un dato quest’ultimo che a Rimini è reso più eclatante dal fatto che si tratta di una realtà turistica nella quale, come ovvio, in agosto i prezzi tendono ad aumentare.

SERVIZI RICETTIVI E DI RISTORAZIONE.

Resta comunque interessante prendere in esame la voce “servizi ricreativi e di ristorazione”. La variazione congiunturale (rispetto ad agosto) vede un calo dei prezzi dell’8,4%, la più marcata nel paniere preso in esame. Ma anche il dato su base annua vede un decremento dello 0,5%. Ancor più evidente il dato relativo ai servizi di alloggio in senso stretto (alberghi e residence su tutti) che registra un calo mensile del 27,4% (dato da leggere in relazione al canonico aumento dei prezzi di agosto) ma soprattutto una diminuzione del 7,8% rispetto al settembre 2014. Resta quindi aperta la questione: le strutture riminesi per restare competitive sono ancora costrette a limare verso il basso le tariffe, penalizzando così i fatturati e, di conseguenza le possibilità di investire per riqualificare?

I PREZZI CHE SALGONO E QUELLI CHE SCENDONO

In settembre non si segnalano particolari picchi: la voce prodotti alimentari e bevande segna un aumento mensile dello 0,5% e annuale dell’1,4% (da segnalare però il +10% annuo dei “vegetali”); bevande alcoliche e tabacchi registrano un aumento mensile dello 0,3 e annuale del 2,6%; per abbigliamento e calzature i numeri dicono +0,4 mensile (con un impennata delle scarpe rispetto ad agosto, +4,6%) e +0,7 annuo; stabili in settembre le utenze per le abitazioni che però rispetto al settembre 2014 crescono dell’1,8% (da segnalare il -10,1 su base annua del gasolio per riscaldamento a cui fa da contraltare il + 5,8 dei combustibili solidi); i mobili e servizi per la casa vedono l’aumento dei prezzi a settembre dello 0,2% a fronte di un calo annuale dell’1,9% (-3,9 addirittura per gli arredi); a settembre calano leggermente (-0,1%) anche i “servizi sanitari e le spese per la salute” che però nei 12 mesi aumentano dello 0,6%; forte calo alla voce trasporti con un -3,2% mensile e – 3,1% annuale (il costo delle bici in un anno è diminuito del 4,8% e i carburanti del 15,2%); prezzi leggermente in salita per le comunicazioni con un +0,6% mensile e un + 0,1% annuo;  aumentano anche i costi dell‘istruzione che registra una variazione congiunturale del +0.7% ed una annua dello 0,8% (“Scuola dell’infanzia ed istruzione primaria” +5 in un anno mentre – 5,8% per i “Corsi d’istruzione e di formazione”).

Infine alla voce “altri beni e servizi” si segnalano il -0,8 annuo (e -0,5 mensile) dei “Servizi di parrucchiere e trattamenti di bellezza”, il – 0,3% annuo dell’Assistenza sociale (-1.2% congiunturale, imputabile ad un calo delle rette di alcuni nidi privati).

Andrea Polazzi

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