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A Rimini le pensioni più basse. Soldati (Spi Cgil): pensionati come bancomat per il Governo

AttualitàNazionaleRegioneRimini

31 ottobre 2015, 13:54

Mediamente gli 86.717 pensionati della provincia di Rimini prendono 15.466 euro all’anno lordi, vale a dire circa 820 euro al mese. Dati alla mano, sono i più poveri della regione, dove mediamente l’assegno mensile è di 954 euro con una notevole differenza tra uomini e donne (1.295 per i primi, 731 per le seconde). A snocciolare i dati sono i sindacati: in Emilia Romagna sono oltre 1milioni 286mila i pensionati, 695.000 donne e 591.000 uomini. Le pensioni più alte a Bologna, 1.035 euro, ben 200 euro in più dell’assegno medio a Rimini. Un dato non nuovo. “Rimini per la sua struttura economica fatta di prevalentemente di turismo e commercio – spiega a Icaro Tv Meris Soldati della Spi Cgilè stata soggetta, e lo è ancora, ad evasione contributiva, lavoro nero, lavoro grigio. Questo determina un impoverimento delle pensioni. Senza dimenticare per le donne il fenomeno del lavoro stagionale con contributi molto bassi.”  

Forte lo squilibrio tra il settore pubblico, dove si percepiscono 1.714 euro al mese, e quello privato, 885 praticamente la metà. E se l’82% delle pensioni non supera l’importo lordo di 1500 euro, l’allarme riguarda in particolare le oltre 100mila persone che in regione ne percepiscono meno di 500. Un problema, non solo regionale, che i sindacati hanno cercato di portare all’attenzione del Governo nel tavolo aperto con il ministro Poletti: sul piatto la richiesta di estendere i famosi 80 euro anche ai pensionati e di ridurre le tasse per le pensioni più basse. Non sono però arrivate aperture. “Nella legge di stabilità non abbiamo trovato queste misure – attacca la Soldati – l’unica cosa è forse l’innalzamento da 7.500 a 8.000 euro della no tax area, ma a partire dal 2018. Anzi ci troviamo a fare i conti con tagli alla sanità per le regioni col rischio che questo comporti un aumento dei ticket. Senza parlare dell’eliminazione della Tasi, che poteva essere introdotta solo per le famiglie che fanno più fatica.”

“Sicuramente – conclude con amarezza la Soldati – la priorità di questo Governo non sono i pensionati poveri. Basti pensare che tra il blocco della perequazione automatica e la riforma Fornero, da oggi fino al 2020 il risparmio per Governo sarà di ben 80 miliardi di euro. Ormai i pensionati da parecchi anni sono diventati un bancomat per chi governa.
A condividere invece la preoccupazione dei sindacati è Elisabetta Gualmini, vicepresidente della Regione: appena insediati – dice – abbiamo avviato una mappatura dell’impoverimento nella nostra regione e delle categorie scivolate nella povertà assoluta e in questi giorni si stanno esaminando i dati relativi ad oltre 65mila nuclei familiari che si trovano in situazione di povertà estrema”. L’obiettivo, spiega la vicepresidente, è arrivare ad introdurre una misura concreta di sostegno al reddito per contrastare la povertà.

Andrea Polazzi

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