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Attualità Rimini Social

Un'azienda nell'ottica della prossimità

di Redazione   
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lun 8 giu 2015 17:38 ~ ultimo agg. 10 giu 16:12
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Sono tre i presidenti riminesi che in questo weekend hanno portato alla Biennale di Genova un pezzo di romagna. Si tratta di Laura Bongiovanni presidente di Isnet (fra gli organizzatori dell’evento), Pietro Borghini presidente de La Formica, che hanno coordinato rispettivamente i tavoli “Cibo e prossimità – anteprima Expo” e “Parliamo di rifiuti”, oltre a Sabrina Marchetti, presidente dell’associazione “Crescere Insieme”, che ha presentato il progetto “Valemour” nello spazio dedicato al lavoro e all’inclusione.

 

Questa Biennale della Prossimità, che si è conclusa oggi a Genova, è una prima edizione, dopo il tentativo fallito lo scorso anno a causa delle condizioni meteo che inginocchiarono la città. Un evento nazionale iniziato venerdì 5 giugno, che ha coinvolto oltre 100 realtà sociali fra cooperative, associazioni, consorzi, enti pubblici e comunità, provenienti da tutta Italia. L’evento è stato organizzato dal Consorzio Idee In Rete, ISNet – Spesa Utile, Fondazione Ebbene, Social Club Torino, Social Club Genova, e Consorzio Emmanuel – Emporio solidale Lecce. Una promessa mantenuta che è stata presa nel giugno del 2013, quando queste organizzazioni hanno firmato un protocollo di intesa in cui si erano impegnate a collaborare per potenziare la propria azione e per promuovere insieme la cultura della prossimità, riflettendola nel caleidoscopio dei tanti ambiti sociali a loro legati.

 

Centrata in pieno la scelta della città di Genova come sede dell’evento, che con i suoi circa 55.000 immigrati, è stato il contesto naturale per discutere e confrontarsi su tanti delicati temi sociali. Ci sono luoghi infatti dove la prossimità si manifesta di più che in altri luoghi e l’accoglienza, a dispetto dei Salvini di turno, è maggiormente stimolata e condivisa. Così come anche la scelta della logistica e della modalità con cui gli eventi, tutti strategicamente legati fra di loro, si sono susseguiti: 6 i palchi distribuiti in location diverse fra palazzi storici, piazze e luoghi aperti, tanto da creare un coinvolgimento immediato nel contatto con il ‘prossimo’. Un’atmosfera ed un clima facile da trovare in una città multietnica come Genova.

 

Tanti gli interventi e i temi trattati, dalla sharing economy al lavoro, dall’inclusione alla rigenerazione urbana, dall’educazione all’innovazione con la presentazione dei progetti e delle esperienze presentati da alcune realtà. Dalla comunicazione alla condivisione di saperi, la qualità della vita, la finanza etica, fino al grande tema del cibo e della nutrizione per un’alimentazione giusta e sostenibile che ha lanciato una interessante apertura all’Expò di Milano. Anche quello dei rifiuti, argomento molto attuale, è stato un tema molto seguito in quanto, per molte cooperative sociali è anche un grande spazio d’inserimento lavorativo, dove si mescolano due grandi aree sociali: l’inclusione lavorativa e l’ambiente.

 

“Le imprese sociali – ribadisce Laura Bongiovanni, che ha coordinato il workshop sul cibo – sono da tempo impegnate insieme ai cittadini nella promozione di stili di vita sostenibili in cui il cibo sia occasione di dialogo incontro e lavoro. le organizzazioni protagoniste del seminario – conclude la presidente dell’Associazione Isnet – si sono date appuntamento ad Expo il prossimo sabato 13 giugno per proseguire il confronto e progettare iniziative di rete”.

“E’ stato un confronto davvero partecipato e motivante – sottolinea Pietro Borghini che ha coordinato il tavolo sui rifiuti – il dilemma vero sembra essere questa contrapposizione eterna fra inclusione sociale e offerta economicamente più vantaggioso. In questa difficile dualità i cooperatori sociali, che credono fermamente nella gestione dei propri servizi come percorso reale d’inserimento lavorativo, sono spesso schiacciati dalle condizioni finali di una gara che alla fine rischia di vanificare proprio gli inserimenti lavorativi. E’ emerso comunque – conclude il presidente de La Formica – una grande voglia di lavorare in rete e di continuare su questa strada, ci siamo dati appuntamento a luglio, per proseguire il percorso iniziato qui. Non è escluso che la prossima Biennale possa essere fatta proprio a Rimini”.

 

Prossimità, una parola che fa pensare ad un’apertura. Un atteggiamento che, in qualche maniera, presuppone uno sguardo fuori da quelli che sono gli schemi ordinari. Per mettersi in gioco, contaminarsi. E’ proprio questo ciò che è accaduto a Genova, un mondo del sociale che ha provato a vedere oltre il proprio orticello, per confrontarsi, formarsi, crescere e magari trovare, proprio con chi opera nel suo settore, nuove motivazioni e perché no, anche nuove collaborazioni.

E’ proprio in questa prospettiva che a Genova si è parlato di responsabilità nei confronti di quei bisogni, sempre più vari e complicati, espressi dal territorio in cui si opera. Una responsabilità che si esprime in tante forme e modi diversi e che a volte non può fermarsi solo nel perseguire la propria mission, ma deve andare oltre, perché deve essere trasmessa in un processo di accompagnamento alla crescita altrui. Una nuova espressione della prossimità che non è banale perché trasforma il ‘prossimo’ in un soggetto attivo e responsabile, capace quindi di aiutare a sua volta.

 

Emiliano Violante

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