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Cronaca Riccione

Prosciuga il conto dell'assistita. Infermiera arrestata per circonvenzione d'incapace

In foto: repertorio
di Lucia Renati   
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lun 13 apr 2015 14:00 ~ ultimo agg. 14 apr 13:22
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In un anno e mezzo le aveva prosciugato il conto, lasciandole solo 70 centesimi. Un Infermiera dell’Asl di Rimini è stata arrestata dai Carabinieri di Riccione per circonvenzione d’incapace: avrebbe sottratto 60 mila euro ad una 54enne che seguiva per conto del servizio sanitario di salute mentale dell’ASL di Riccione. L’infermiera, anche lei 54 anni, originaria della Lucania residente a Rimini, è agli arresti domiciliari. Il figlio ventiquattrenne è denunciato per riciclaggio: sul suo conto i militari hanno rintracciato 11mila euro provenienti dalla persona raggirata. Il fatto è stato scoperto grazie allo sfogo dell’invalida ad un’assistente sociale che l’ha spinta a denunciare.

Per lei quella donna, l’infermiera dell’Asl che la curava ma che andava spesso a farle visita, anche solo per salutarla, era come una seconda madre. Soprattutto dopo che la sua era morta, nel 2011. Mai avrebbe pensato che in un anno e mezzo, quella donna, le avrebbe prosciugato il conto, lasciandole 70 centesimi.

 È stata l’eredità di 60 mila euro  ricavata dalla vendita dell’appartamento riccionese nel quale viveva con la madre e accreditati su un libretto postale, ad ingolosire l’infermiera, che ha cominciato a chiedere con insistenza un prestito per ristrutturare la sua casa, con la promessa di restituirglieli. Promessa purtroppo non supportata da documenti ufficiali, nè transazioni tracciabili perché, a detta dell’infermiera, se l’avessero saputo al lavoro, l’avrebbero licenziata. Nel frattempo, la 54 enne viene trasferita in un appartamento di proprietà dell’Azienda Sanitaria. Ogni mese, le due donne andavano all’ufficio postale a prelevare il denaro che poi finiva sul conto del figlio 24 enne dell’infermiera, che è stato denunciato per riciclaggio. Sequestrati i soldi sul conto corrente, un motorino e un’automobile.

La 54 enne di Riccione invalida civile (con una pensione d’invalidità di 280 euro al mese), in cura al centro di salute mentale della locale Asl, ha deciso di denunciare solo a gennaio del 2014, spinta dall’assistente sociale con la quale si era confidata, in lacrime.
L’infermiera è stata arrestata questa mattina, per circonvenzione d’incapace aggravata. Si trova ai domiciliari.

Dichiarazione del Direttore Generale AUSL Romagna Marcello Tonini:

“L’episodio che ha visto protagonista una nostra dipendente ai danni di una persona seguita dai nostri servizi è di estrema gravità per varie ragioni. Sottrarre beni o denaro è sempre un reato grave per chiunque, perché mina profondamente i rapporti sociali, ma assume un significato ancora più aberrante e ignobile, quando a consumarlo è un professionista dell’aiuto e della cura verso persone rese fragili dalla malattia e che si affidano o sono affidate a noi. Ciò che ci consola di fronte a tanta gravità è prendere ancora una volta atto della solidità del nostro sistema e del senso di etica e responsabilità dei nostri professionisti che hanno permesso di segnalare questo episodio, dando così un contributo all’Autorità Giudiziaria nel porre le condizioni per svolgere l’inchiesta. E’ bene, infine, cogliere l’occasione per riconoscere l’enorme impegno che viene richiesto ogni giorno ai nostri operatori che si trovano sottoposti ad ogni tipo di pressioni (relazionali, emotive, economiche, professionali, ecc) e a cui sanno fare fronte con grande professionalità e senza clamore. Di questo li ringrazio”.

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