sabato 19 gennaio 2019
In foto: Fabio Franchini, ancora disperso in mare. Il suo peschereccio è stato trovato al largo di Ancona
di Redazione   
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mar 9 dic 2014 16:18 ~ ultimo agg. 10 dic 11:23
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Dopo aver espresso la propria vicinanza alla famiglia del pescatore scomparso in mare lunedì scorso a Gabicce, la FLAI CGIL di Rimini propone una riflessione su quanto sta continuando ad accadere nel settore della e sulla pericolosità della vita del pescatore.

Alcuni passaggi del comunicato a FLAI CGIL:
Come ormai chiarito a tutti i soggetti ed Istituzioni che si occupano di sicurezza sul lavoro, e come hanno testimoniato tristemente i fatti di mare della settimana appena trascorsa (lunedì a Gabicce, martedì a San Benedetto, venerdì a Pantelleria,…) quello del pescatore è tra i mestieri più pericolosi soprattutto in quanto alla gravità degli incidenti che ne colpiscono gli addetti. Ma questa consapevolezza deve diventare la base di partenza e la motivazione in più per cercare di migliorare le condizioni di sicurezza sul lavoro: non ci si può assolutamente rassegnare a questo stato di cose. Nessuno può dire se gli incidenti sul lavoro, a partire da quelli mortali occorsi negli ultimi anni e in ultimo quelli della settimana scorsa, si sarebbero potuti evitare; ma ci sentiamo comunque di dire che i tanti soggetti che si devono occupare di sicurezza dei pescatori avrebbero potuto e possono ancora fare di più, e che dovrebbero farlo insieme.
Una vera e propria inadempienza è sicuramente quella da parte dei Governi che si sono succeduti dal 2008 ad oggi, perché avrebbero dovuto attuare fin da subito il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro(D.Lgs.81/2008) anche per le imbarcazioni da pesca, anziché rinviarne l’applicazione di anno in anno lasciando tuttora i pescatori, i loro consulenti e le Istituzioni del settore nell’attesa di una normativa più moderna e certa.
Ma dobbiamo anche far nostra l’esperienza degli altri settori che per primi sono riusciti a migliorare le condizioni di salute e sicurezza dei propri lavoratori. Questo è avvenuto prima di tutto attraverso il confronto tra gli addetti ai lavori che materialmente operano nel settore e ne conoscono le caratteristiche, poi con la pratica applicazione di quanto scaturito da questo confronto. Troppo spesso ci si ferma all’applicazione solo formale delle leggi vigenti, senza tramutarle in un miglior modo di lavorare. Dopo ripetute sollecitazioni, siamo riusciti una sola volta ad instaurare un tavolo di confronto in Capitaneria di Porto con tutti gli esperti del settore, nel dicembre 2013, ma nonostante i reciproci impegni in proposito non si è poi riusciti a dare seguito a quanto ne era scaturito – riaprire tale tavolo secondo la FLAI di Rimini è una prima cosa da fare.

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