Santarcangelo Calcio. Intervista al fisioterapista Davide Lodovichetti

in foto: Davide Lodovichetti, ora socio di Fisiokinetica

Tecnici, direttori sportivi, procuratori, preparatori atletici, allenatori dei portieri. Solitamente quando si appendono gli scarpini al chiodo, coloro i quali vogliono rimanere nel mondo del calcio, si dedicano in larga parte alle suddette professioni. Davide Lodovichetti rappresenta invece l’eccezione alla regola. Una vita a gonfiare le reti in serie D, poi alla soglia dei 30 anni, l’inizio di una nuova carriera: quella di fisioterapista.

“Ho giocato 12 anni in Interregionale, quando era ancora l’Interregionale vera – racconta Lodovichetti, oggi socio del centro riabilitativo “Fisiokinetica” e da inizio stagione fisioterapista del Santarcangeloè stato un bellissimo periodo, dato che facevo quasi il calciatore professionista. Purtroppo la mia esuberanza caratteriale mi ha portato ad arrivare solo fino a certi traguardi. Mi sono divertito, sono stato bene, poi però ho intrapreso la carriera da fisioterapista. All’inizio giocavo e lavoravo, dopo mi ha chiamato Acori a Rimini. Al che ho deciso di interrompere l’attività sportiva prestissimo, per lavorare come fisioterapista. Sono stato 4 anni nel Rimini, in serie B, poi 3 a San Marino e oggi mi trovo qui a Santarcangelo”.

L’ex bomber allarga il concetto. “In un primo momento lavoravo al Villa Salus e nel mentre mi allenavo. Da quando però ho smesso di giocare non ho fatto nemmeno una partita di calcetto. Non sono di quelli che dopo continuano anche in categorie inferiori. Io ho smesso per dedicarmi anima e corpo al mio lavoro, che in questo momento è la cosa più importante”.

Presente che fa rima con Santarcangelo. “Sono qui per dare una mano a Pietro Rossini, perché ovviamente una rosa molto ampia prevede l’ausilio di due fisioterapisti. Per me è un onore, in quanto ero già con Pietro a Rimini, a cui sono legato da una grandissima amicizia e stima. Per quanto riguarda la Fisiokinetica, è convenzionata col Santarcangelo Calcio da tanto tempo. Si è ormai creata una strettissima collaborazione e naturalmente i giocatori infortunati vengono a curarsi nel nostro centro a Santarcangelo. Inoltre posso dire con grande soddisfazione che la Fisiokinetica si espanderà prendendo in gestione pure la fisioterapia del Gelso di Bellaria”.

In ultima battuta un suo commenta circa questo girone B di Lega Pro e sul Santarcangelo in particolare. “Sono completamente d’accordo con Fraschetti quando afferma che questa squadra si salverà sicuramente. Sono contento del 3-0 di domenica, anche perché venivamo da un periodo di tensione. E quando dopo si entra in certi meccanismi, diventa difficile uscirne. Sulle partite precedenti, penso che il Santarcangelo finora non abbia mai sofferto l’avversario: è sempre stata una questione di episodi, che ci fanno capire come in questo girone tutti possano vincere contro tutti. Non c’è una squadra ammazza campionato, per cui bisogna sempre stare sul pezzo. Una volta, parlo di 10-15 anni fa, il livello era un altro. Ma questo è dovuto anche al fatto che magari al tempo non c’erano i fuori quota e trovavi formazioni con un’età media di 28-30 anni. Adesso invece bisogna fare i conti coi più giovani”.

Gian Marco Porcellini, Ufficio Stampa e Comunicazione Santarcangelo Calcio

Roberto Bonfantini

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