giovedì 17 gennaio 2019
In foto: La programmazione della temperatura in casa è in grado di far risparmiare molto
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ven 28 nov 2014 12:04 ~ ultimo agg. 30 ott 10:31
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Risparmiare programmando la temperatura in casa? A mettervi i bastoni tra le ruote potrebbe esserci anche il termostato. E’ lui infatti il grande imputato dei mancati risparmi secondo uno studio americano del Dipartimento dell’energia, pubblicato in questi giorni, secondo cui molti possibili risparmi in bolletta sui costi di riscaldamento delle abitazioni verrebbero invece resi impossibili da un uso scorretto di questo strumento.

Si’, perché molte persone semplicemente non saprebbero usare i termostati che hanno in casa: dispositivi che in molti casi non hanno scelto o installato loro, ma si trovavano lì quando hanno iniziato a vivere nell’appartamento. Questo impedisce di raggiungere risparmi in bolletta che vengono stimati tra il 5 e il 15 percento.  Sempre in America – dove il problema del freddo è molto sentito per le basse temperature che vengono raggiunte in alcuni stati – si stima che appena il 30 percento delle case oggi abbia termostati che possono essere programmati, perché nella maggior parte dei casi il termostato viene invece regolato con interventi manuali. E anche per quelli che sono programmabili, si stima che in molti casi non vengano usati correttamente. Colpa anche della mancanza di conoscenza dei termini indicati dai costruttori sulle mascherine di controllo. Ma – mette ancora in evidenza questo studio – un ruolo nel mancato risparmio ce l’hanno anche le false credenze delle persone: come la convinzione che se si lascia una temperatura bassa di notte o quando si è fuori, poi serva più energia per scaldare di nuovo al rientro. In realtà, dicono gli esperti, per più tempo la casa rimane a una temperatura più bassa, più energia si è in grado di risparmiare, perché così l’ambiente perde meno calore che ad un’alta temperatura.

E in Italia? Il problema è riconosciuto anche qui, come dimostra l’arrivo ora anche nei negozi italiani di nuovi modelli di termostati “smart”: pensati per essere programmati grazie a delle applicazioni semplici, dai cellulari o dal tablet. Come quello prodotto da un’azienda tedesca, che, per andare incontro a chi vive in una casa in affitto, può essere pagato con una spesa mensile.
Il punto forte di questi sistemi è la possibilità di interazione da remoto, appunto mediante il display di smartphone e tablet. In base alle informazioni di geolocalizzazione, ovvero agli spostamenti dell’utente rilevati dal GPS del telefono, questi sistemi sono in grado addirittura di accendere il riscaldamento solo quando si sta per rincasare. Non solo, c’è anche la possibilità di un monitoraggio costante delle condizioni meteo per regolare in base a quello la temperatura. Un tipo di approccio che presenta comunque dei limiti. Se, infatti, sarebbe in grado di far risparmiare fino al 31% sui costi di climatizzazione, purtroppo non è compatibile col teleriscaldamento o, naturalmente, se l’impianto di riscaldamento è centralizzato. Ostacoli questi che non può oltrepassare neppure la tecnologia smart.

Redazione Speciale Energia

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