22 June 2018

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Quel cromosoma in più che fa tendenza

Capita che a volte sia proprio quel cromosoma in più, presente nel codice genetico delle persone con sindrome di Down, la causa di una differenza che va oltre la genetica stessa e diventa discriminante e motivo di esclusione da un mondo del lavoro troppo selettivo ed incapace a cogliere il valore di quella diversità. Capita anche che ci siano alcune realtà produttive, ad esempio nel settore della moda italiana, dove invece il valore materiale di un oggetto sia tanto più alto e ricercato quanto più quel prodotto è differente, particolare e costruito artigianalmente.

Due differenti forme di valore che a volte possono incontrarsi e in alcuni casi anche coincidere. Come nel caso delle parole “valore” e “glamour” che unite fanno nascere il nome del progetto Valemour. Una straordinaria iniziativa di solidarietà, estesa a livello nazionale, che unisce il valore di un occupazione per i ragazzi con sindrome di Down con l’affascinante mondo glamour della moda. Un mondo che il marchio Valemour conosce bene perché, attraverso la strategia del co-branding, si lega ad aziende di abbigliamento e accessori, note a livello internazionale e condivide con loro i suoi ideali. Il risultato è un prodotto fatto in edizione limitata, realizzato anche con il coinvolgimento diretto di chi lavora nelle cooperative. Si tratta di un marchio sociale, lanciato dalla Fondazione “Più di un sogno”, nata a Verona nel 2007 su iniziativa di 6 famiglie che hanno figli con sindrome di Down.

 

Da qui nasce il progetto Geox for Valemour a cui ha aderito anche Rimini con l’Associazione Crescere Insieme e La Formica Coop. Soc. con altre 9 realtà sociali presenti sul territorio nazionale in città tra cui Verona, Padova. Torino, Firenze, Palermo . Lo scopo è quello di creare vere opportunità di lavoro per persone con disabilità intellettiva. Seguendo un percorso di tutoraggio e simulazione lavorativa, i ragazzi, possono imparare un mestiere e confrontarsi con il mondo del lavoro. Un’opportunità concreta e di vera integrazione, capace di realizzare un sogno fatto di normalità, indipendenza e pari opportunità.

La proposta di adesione, partita dalla Fondazione “Più di un sogno”, è giunta in cooperativa tramite Sabrina Marchetti, presidente dell’Associazione Crescere Insieme, che proprio in questi giorni festeggia il suo decimo anno di attività a Rimini, riunendo, intorno a se, le famiglie di persone con sindrome di Down e disabilità intellettiva. Dopo un piccolo investimento ed una giornata di formazione svolta a Torino, a cui hanno partecipato due responsabili de La Formica, si sono attivate tutte le condizioni per far partire il progetto e si è potuto allestire un laboratorio in uno degli spazi messi a disposizione dalla cooperativa.

 

La prima sessione di lavoro, che si è svolta nel mese di giugno, era finalizzata a dipingere a mano le pelli destinate alla realizzazione di borse e scarpe Geox della linea Valemour, tutte differenti fra loro, per la collezione autunno/inverno. Una squadra di lavoro composta da due ragazzi con un tutor ed un educatore, hanno dipinto, una ad una, le 148 pelli con la vernice atossica inviata da Valemour. Alex e Veronica hanno eseguito il lavoro con scrupolosa attenzione e grande disponibilità ad imparare, giocando con le diverse sfumature di colore suggerire dal committente e dalle proprie suggestioni. Hanno lavorando 4 ore al giorno, per tutto il periodo durato 3 settimane regolarmente retribuite. Successivamente, tutti i ragazzi coinvolti nel progetto, sono stati chiamati a Vicenza dalle varie città italiane per realizzare il video promozionale e le interviste. Lo spot è stato presentato ufficialmente lo scorso sabato 11 ottobre nei negozi Geox di Firenze, Padova, Verona e Palermo, in occasione della Giornata Nazionale delle Persone con Sindrome di Down svoltasi domenica 12 ottobre.

 

Quando si parla di prodotti fatti a mano, si sa, non ne può esistere uno uguale all’altro. E’ proprio in questa diversità che spesso si nasconde il particolare, il pregio, l’unicità di un oggetto speciale e irripetibile. Comunemente siamo portati a pensare che questa regola assume un valore ancora più forte se quei prodotti vengono realizzati da persone con disabilità intellettive. Ma non si tratta semplicemente di questo. In realtà lo standard qualitativo di quei prodotti ha caratteristiche elevate in termini di precisione, bellezza, affidabilità, tanto da essere concorrenziali su tutti i mercati. Forse è anche questo il valore aggiunto di questo progetto: non solo un’ opportunità di autonomia e indipendenza, importante per i ragazzi e ancor più per le famiglie che da sempre li sostengono, ma anche la prova che una differenza, spesso, può essere anche una grande opportunità… basta saperla cogliere.

 

Emiliano Violante

 

Redazione RiminiSocial 2.0

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