22 June 2018

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Ipotesi fusione Camere di Commercio. Moretti: non siamo cenerentola

in foto: Fabrizio Moretti

“La fusione tra le Camere di Commercio della Romagna (Rimini, Forli-Cesena, Ravenna e forse anche Ferrara) sembra ormai un passaggio ineludibile, ma non affatto indolore. Ieri a Rimini c’è stato un incontro della giunta presieduta da Fabrizio Moretti, in cui l’ipotesi è stata esaminata e discussa. Incontro questa mattina ripreso anche dalla stampa locale, con un articolo sul Corriere di Rimini.

Tirare le fila di questo progetto non è semplice – spiega il presidente Fabrizio Moretti ai microfoni di Tempo Reale su radio Icaro e IcaroTV -, sarà sicuramente una trattativa lunga. Certo è che per la nostra Camera di Commercio pensare a questa fusione pone qualche perplessità e dubbio. Ma, d’altra parte, dobbiamo confrontarci con questa ipotesi che, benché ancora non ineludibile, sta andando avanti. E’ importante non trovarci impreparati rispetto ad orientamenti che anche altre Camere di Commercio in Emilia Romagna hanno già preso. Nessuno ha ancora disposto il come e il quando, ma riflessioni vanno fatte

Noi andremo al tavolo di confronto con le altre province non con il pensiero e il timore di essere la cenerentola. La nostra Camera di Commercio, dopo Bologna, è quella che più ha investito in Regione sulle infrastrutture del territorio: la fiera, il palas, l’aeroporto che pur è stato oggetto di mala gestione (speriamo che la cordata che si è aggiudicata la gestione abbia idee e risorse per rilanciare il Fellini). Anche i numeri dicono che a livello di imprese, di imprenditorialità non siamo inferiore a Forlì e Ravenna. Spero riusciremo tutti a ragionare non in termini di campanili, ma di strategie più ampie“.

“La preoccupazione più grande è legata a quando ragioneremo sugli asset strategici del territorio. Noi vogliamo continuare a sostenerne lo sviluppo. Ma quello che per noi è importante, potrebbe non esserlo altrettanto per le altre province. Su questo servirà un confronto molto chiaro.

I prossimi passi: iniziare un confronto che le altre Camere di Commercio, valutare le evoluzioni a livello legislativo. Ci stiamo muovendo come UNIONCAMERE regionale e nazionale, perché non avvenga la distruzione totale delle Camere di Commercio, come invece previsto dal disegno di legge sulla pubblica amministrazione.  Sarebbe un danno drammatico. Stiamo lottando perché i tagli dei diritti camerali, che nel 2015 saranno del 30%, non arrivino al 50% nel 2017. Metterebbe in grave difficoltà gli investimenti sul territorio e il lavoro dei dipendenti“.

 

Simona Mulazzani

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