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Caso Pantani. Fortuni svela all’Ansa il giallo dell’orario. Ma restano i punti interrogativi

CronacaRimini

14 ottobre 2014, 12:06

in foto: Marco Pantani

Il prof. Giuseppe Fortuni, il patologo che analizzò il corpo di Marco Pantani, affida a una nota all’ANSA il chiarimento sul giallo dell’orario della morte indicata inizialmente alle 17 e poi variata in un successivo documento alle 11-12.30. Fortuni spiega che il 16 febbraio 2004, dopo l’autopsia, inviò alla procura un fax con l’ora presunta della morte “al solo fine amministrativo per consentire alla Procura di emettere il nulla-osta al seppellimento”. Nell’occasione, per individuare l’orario furono utilizzate le conclusioni del medico del 118 e del medico necroscopo che per primi esaminarono il corpo del Pirata. Solo “alcuni mesi dopo – dice Fortuni all’Ansa – al termine di tutti i complessi accertamenti tecnici tossicologici ed istologici eseguiti e acclaranti la causa del decesso si poté indicare con maggior precisione il range temporale della morte tra le ore 11.30 e le ore 12.30 circa”.

Intanto i media nazionali continuano a seguire con attenzione la nuova inchiesta sulla morte di Marco Pantani evidenziando le incongruenze nella prima indagine. Oggi il Corriere della Sera si sofferma sul video di 51 minuti girato dalla polizia scientifica nella stanza del Residence Le Rose dove morì Pantani. Un video girato nell’arco di tre ore, scrive il quotidiano, con salti temporali e d’inquadratura che sorprendono il professor Donato, docente di Tecniche investigative all’Università di Bologna. “Per avere valore – dice al Corriere – un video girato sulla scena di un crimine deve essere un continuo d’inquadratura. Il video è stato tagliato? E perché?”. In proposito la parte civile ha chiesto una perizia.
Come emerso anche in altre circostanze, nelle immagini si vedono poi ferite sul corpo di Pantani, costretto in uno spazio angusto tra letto e parete, il Rolex del Pirata bloccato sulle 5 meno 5, polvere bianca sul collo di una bottiglia e 5 investigatori che girano senza indumenti di protezione. E ancora uno specchio divelto da un muro e un lavandino a terra, entrambi intatti e rovesciati, stando ai vicini di stanza, senza il minimo rumore.
Sulla Gazzetta dello sport di oggi invece ci si sofferma sui primi interrogatori in Tribunale. Quello dell’amico di Pantani Michael Mengozzi, arrivato al Residence le Rose nella notte della morte intorno alle 22.15. Ha detto, spiega il quotidiano sportivo, di essere andato a Rimini da Milano Marittima dopo che un’amica l’aveva informato di quanto accaduto dopo averlo sentito in Tv. Le prime notizie sulla morte di Pantani sono però uscite circa 15 minuti dopo.
Sentito in Tribunale anche il dottor Greco che avrebbe confermato quanto detto 10 anni fa. Vale a dire che Pantani aveva un atteggiamento compulsivo nei confronti della cocaina. Altro mistero, i tre giubbini da sci lasciati dal Pirata nel suo appartamento di Milano e trovati al residence Le Rose.
Tra oggi e domani è attesa anche la deposizione della manager di Marco, Manuela Ronchi.

Redazione Newsrimini

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