24 June 2018

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Amare sempre. Con don Oreste sulle strade della fragilità

in foto: don Oreste Benzi

Con le scarpe sempre ai piedi e con il rosario sempre in mano. Era cosi Don Oreste Benzi, infaticabile sostegno per gli ultimi e uomo di grande preghiera. Ed è così ancora oggi per tutta la comunità Papa Giovanni XXIII che, a sette anni dalla scomparsa gli dedica tre giorni, pensati partendo dai piccoli che erano ragione di vita del don.

Di don Oreste non vogliamo fare un santino da attaccare alla parete – spiega Daniele Serafini, responsabile zona Rimini Apg23 – Ce lo hanno detto il nostro Vescovo Francesco,  padre Alex Zanotelli ed è quello che ogni giorno come comunità ci impegniamo a fare. Noi vogliamo ricordare don Oreste come persone viva. E’ vivo per noi  attraverso ciò che Dio ha fatto attraverso di Lui, nei poveri che incontriamo, che andiamo a trovare, nelle ragazze di strada. Don Oreste non si accontentava. E’ andato incontro a tutte le povertà”.

Venerdì 31 ottobre alle 10 i ragazzi accolti nei centri diurni della comunità marceranno dal duomo a piazza Cavour con lo slogan “Io valgo”. Sabato 1 novembre nella sede del consiglio provinciale sarà allestita la mostra dedicata a don Oreste “Amare Sempre” e nel pomeriggio un ricordo a più voci. Domenica 2 novembre alle 11 la messa alla grotta rossa, alle 14,30 la preghiera per i bambini morti prima di nascere sulla tomba del don, al cimitero di Rimini, e alle 21 lo spettacolo “Con le scarpe sempre ai piedi”, in una versione arricchita dalla musica. Venerdì dalle 20,45 inella chiesa dei Paolotti di piazza Tre Martiri un appuntamento dedicato ai più giovani, invitati ad incontrare i senza fissa dimora, i profughi, le ragazze costrette a prostituirsi, altri giovani in pub e discoteche per poi ritrovarsi, durante la notte, a celebrare messa con il vescovo Francesco. Love Wins il titolo della serata, per un’assonanza che non è casuale.

Si l’assonanza con Halloween è voluta – spiega Giorgio Mezzini dell’Apg23 – L’idea è di preferire le vite piene alle zucche vuote. Offrire ai giovani l’idea che la festa di tutti i Santi è la festa di una voglia di vivere molto più bella di quella che hanno tra le mani. La faccia di don Oreste lo raccontava, era sempre gioiosa. Fare una notte alla don Oreste vuol dire andare incontro alla realtà così com’è senza dare la caccia alle streghe, ma andando in caccia dellla realtà, andando incontro alle persone che soffrono, ma con lo spirito giovane di chi vuole vivere una vita piena”.

Quello che emerge dalle iniziative proposte è la forza del SI, che vince su ogni no. “Non siamo contro le mamme che abortiscono, siamo a favore della vita, non siamo contro Halloween ma vogliamo dare motivi di vita – spiega Daniele Serafini – A fianco di, mai contro a qualcuno“.

 

Da oggi sulla tomba di don Oreste sarà posto un contenitore trasparente dove depositare le preghiere, i pensieri, le richieste che in tanti gli affidano. Sarà così possibile raccogliere e conservare tutti i bigliettini.

Simona Mulazzani

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