Santarcangelo Calcio: intervista al capitano Michele Nardi

Nardi vola invano sulla traversa colpita da Napoli (©Pier Andrea Morolli/SKCS Sport Images)

in foto: Michele Nardi (©Pier Andrea Morolli/SKCS Sport Images)

Buonasera Michele. Alla vigilia probabilmente avreste firmato per un pareggio contro il Pisa. Stesse sensazioni anche a posteriori?
“Sicuramente abbiamo conquistato un ottimo punto, perché abbiamo giocato contro una delle squadre favorite per la vittoria del campionato. Per come si era messa la partita logicamente si poteva aspirare pure a qualcosa di più, però tutto sommato siamo contenti di com’è andata la gara”.

Paradossalmente il Santarcangelo è andato meglio nel primo tempo, rispetto a quando ha affrontato il Pisa ridotto in 10 uomini.
“Sinceramente quando siamo andati in vantaggio, forse perché presi dalla paura di vincere e colpiti dalla loro reazione importante, abbiamo sofferto più della prima metà. Perché nel primo tempo ci sono state poche occasioni, ma è stata una sfida molto equilibrata. Ce la siamo giocata alla pari con una grande squadra”.

Dicevamo della reazione del Pisa sullo 0-1, degna di una società che vuole stravincere questo girone.
“Si è visto nel loro momento di difficoltà quanto abbiano accelerato i ritmi. Il rammarico è di non aver tenuto botta per altri quei 5 minuti, che potevano valere un successo importante per il nostro campionato”.

Due giornate, due punti. Soddisfatti della classifica?
“Più che per i risultati siamo soddisfatti per l’atteggiamento del gruppo. Contro Lucchese e Pisa abbiamo avuto un buon impatto sul campionato. È altrettanto vero però che c’è ancora da migliorare tanto, perché potevamo avere già qualche punto in più”.

Da un avversario prestigioso, quale il Pisa, ad un altro altrettanto blasonato come la Spal, che però ha perso le prime due.
“Ci aspettiamo una formazione ferita, che sicuramente ci darà del filo da torcere, in quanto hanno raccolto 0 punti e vorranno rifarsi davanti al loro pubblico. Starà a noi non fargli prendere fiducia ed entusiasmo, soprattutto nei primi minuti di gioco”.

294 presenze con la maglia del Santarcangelo. Cosa significa fare il portiere nella squadra della propria città da così tanto tempo?
“Sono alla decima stagione e ho tanta voglia di mettermi in gioco in un campionato così bello. È soddisfazione, orgoglio e desiderio di dimostrare anche a chi ti conosce più da vicino il tuo valore. E cercare di portare il più in alto possibile questa maglia”.

Gian Marco Porcellini
Ufficio Stampa e Comunicazione Santarcangelo Calcio

Roberto Bonfantini

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