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Primarie. Magrini: perché affluenza è comprensibile. “Bonaccini, dato migliore in Romagna”

La tappa riminese di Bonaccini

La prima volta delle regionali, una campagna dai tempi risicati anche per le turbolenze legate all’inchiesta sulle spese in Regione e anche una stanchezza fisiologica nell’elettorato del centrosinistra. Senza nascondere che l’affluenza alle primarie per le regionali è stata scarsa, per il segretario provinciale del PD Juri Magrini, intervenuto nel debutto della nuova stagione della trasmissione Tempo Reale (Radio Icaro – Icaro Tv) si tratta di un dato per molti versi comprensibile.

Un po’ per scherzo, ma non più di tanto, Magrini sottolinea anche i rischi di un “abuso” dello strumento delle primarieper un elettorato “che ogni tot mesi viene chiamato a votare per qualcosa”.  E infatti per la scelta dei candidati a consiglieri regionali sarà il partito a fare le valutazioni: “Ci hanno dato delle deleghe, è giusto che gli elettori dicano anche ‘decidete voi'”. Magrini non si sbilancia in date sui nomi ma assicura tempi brevi, anche perché ora c’è subito da mettersi al lavoro per la campagna elettorale in vista della scadenza del 23 novembre.

Quanto alla performance di Bonaccini, vista al di sotto delle aspettative di plebiscito, Magrini, sostenitore del segretario regionale del PD, non vede il dato riminese come preoccupante: “In Romagna il dato provinciale di Rimini per Bonaccini è il migliore”.

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