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Provincia Sanità

Servizi socio assistenziali. Il distretto nord fa la sua proposta a Des Dorides

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gio 21 ago 2014 14:32 ~ ultimo agg. 00:00
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la delega partecipata che prevede una gestione condivisa tra Enti Locali, Asl, privato sociale che negli anni è diventata un’eccellenza. Per questo sarà presentata un’apposita richiesta al direttore dell’Asl Andrea Des Dorides.

La proposta prevede di distinguere l’area tutela minori da quella riguardante anziani non autosufficienti e disabili.
In quest’ultimo ambito si provvederà far passare dall’Asl ai comuni le attività di rilevazione, accesso e progettazione degli interventi. Per quanto riguarda invece i minori (compresa la neuropsichiatria infantile) l’ipotesi è di lasciarli sotto regime di delega all’Asl.

Il riassetto comporterà il cambio di datore di lavoro per una trentina di assistenti sociali che progressivamente passeranno in capo ai comuni del distretto che gradualmente assorbiranno tutto il personale anche dell’area minori. Una decina saranno invece le nuove assistenti assunte: al bando, ora chiuso, hanno partecipato ben 1600 persone da tutta Italia.
Le funzioni di coordinamento saranno gestite in maniera associata dai comuni.

Gloria Lisi, Vice Sindaco del Comune di Rimini, Filippo Giorgetti, presidente del Consiglio comunale di Bellaria-Igea Marina e Ivana Baldinini,Vice Sindaco di Novafeltria e delegata dell’Unione Comuni della Valmarecchia, hanno parlato a nome di tutti i Comuni del distretto sociosanitario di Rimini nord: “Semplificazione amministrativa, partecipazione gestionale, omogenità territoriale, efficacia e controllo degli interventi vengono messi al centro di un sistema di servizi che occupa 11 milioni di euro di risorse per più di 217 mila cittadini. Una gestione che in questi anni ha fatto del territorio nord di Rimini un modello di eccellenza non solo in Regione ma anche a livello nazionale. Le nostre proposte partono da questa consapevolezza e dalla apertura alla sfida dell’Ausl unica di Romagna, volendo partecipare da protagonisti alla sua piena realizzazione. Il nostro impegno concreto è anche quello di intervenire per migliorare la dotazione del personale professionale necessario per far compiere a tutto il nostro territorio un ulteriore salto di qualità in servizi così centrali e fondamentali per tutta la nostra comunità. Non solo, L’obiettivo a cui stiamo già lavorando è anche quello di operare in sinergia al distretto di Rimini sud per offrire ai cittadini un modello di gestione in grado di migliorare ulteriormente i propri servizi, ottimizzare i costi, e valorizzare le eccellenze territoriali”.

. La proposta gestionale dei Comuni del distretto sociosanitario di Rimini nord

Nel ridisegno complessivo del sistema si conviene di seguire le seguenti finalità:

– realizzare un complessivo ri-assetto del sistema di governo e gestione dei servizi; laddove la
gestione è definita in rapporto all’intera articolazione dell’intervento sociale (accesso, progettazione committenza e produzione);
– semplificazione della sua architettura e dei processi decisionali che in essa si svolgono.
– aumentare il grado di efficienza e di appropriata allocazione delle risorse;
– garantire la sostanziale omogeneità della diffusione territoriale dei servizi e degli interventi.

Per superare la frammentazione dei processi di governo e di gestione sono state ipotizzate diverse alternative ipotesi di aggregazione di compiti e funzioni a valere sull’intero ambito distrettuale.

Minori:

Si è giudicato appropriato ripartire il complesso degli interventi/servizi tra quelli rivolti ai minori e i restanti. Ciò in quanto sui primi la integrazione disciplinare “spinta” tra sociale e sanitario – realizzata attraverso il sistema della delega – consente una modellazione dei processi di presa in carico con un grado di efficacia ed affidabilità difficilmente raggiungibile nel medio periodo con altre soluzioni.
Pertanto si ritiene di dovere riproporre il sistema della gestione in delega dei servizi di tutela minori e del servizio sociale professionale legato alla Neuropsichiatria infantile; peraltro quest’ultimo servizio rappresenta un unicum nel panorama regionale.
Per le restanti aree (anziani, disabili e disagio psico-sociale) si propone un modello che si connota per la scelta di gestire in forma associata le fasi centrali del processo sopra illustrato.
La configurazione esposta nella tavola seguente definisce un assetto gestionale e di governo equilibrato e sufficientemente avanzato in quanto:

1) valorizzare il protagonismo e la responsabilità dei Comuni che assumono direttamente le funzioni e incardinano nel proprio organico le figure professionali necessarie per prendere in carico gli utenti e le problematiche, progettare gli interventi, controllarne la attuazione; le assistenti sociali attualmente in carico in tutto il territorio sono attualmente 88, i Comuni si impegnano nei prossimi anni ad assumere gradualmente, nei prossimi anni, ulteriori assistenti sociali (circa venti) in grado di garantire al meglio la gestione dei servizi in collaborazione con L’Ausl. I coordinatori di area sono attualmente nove.
2) mantenere ferma la distinzione fra funzioni di committenza, in capo al sistema pubblico, e produzione degli interventi/servizi, che potrà essere erogata anche dalle Aziende di Servizio alla Persona;
3) pur decentrando le responsabilità gestionali, esse sono aggregate attorno a pochi centri organizzativi;
4) allo scopo di assicurare che le funzioni di coordinamento e quelle specialistiche siano assicurate su una scala sufficientemente ampia da garantire la sostenibilità economica e la unitaria visione dei processi e scelte progettuali, si prevede che le figure dedicate a tali funzioni operino in regime di gestione associata ed integrata.

Gli operatori di base (essenzialmente assistenti sociali professionali) saranno inseriti negli organici dei Comuni di Bellaria e Rimini e nella Unione dei Comuni della Valle del Marecchia.
Sotto il regime delle deleghe della area minori rientreranno anche i sette Comuni della Alta Val Marecchia.
Le funzioni specialistiche, di supporto e di coordinamento possono essere gestite in forma associata in convenzione ex articolo 30 del Tuel per i Comuni ed in forma integrata con l’Asl secondo quanto previsto dal vigente Piano Sociale e Sanitario Regionale: Si tratta evidentemente di una modalità molto “leggera” perché non implica l’esigenza di alcuna nuova “superfetazione” amministrativa.

Anziani non autosufficienti e disabili:

Per quanto concerne le funzioni di committenza sulle aree anziani non autosufficienti e disabili si intende:
· confermare in capo all’Asl la gestione amministrativo-contabile del FRNA attribuita ai sensi della DGR n. 1206/2007;
· sottoscrivere un accordo con l’AUSL per la gestione amministrativo contabile delle risorse economiche attinte dai bilanci comunali e trasferite all’AUSL;
· confermare le attribuzioni già riconosciute all’Ufficio di Piano sui servizi e prestazioni posti sotto il regime dell’accreditamento;
· per i servizi e le prestazioni non accreditati, devolvere la funzione di selezione del contraente al “Centro Unico di Committenza”, da regolare mediante apposita convenzione sulla gestione associata/integrata a valere per l’intero distretto;

Come previsione generale, a valere su tutte le aree di intervento, si ritiene di:
· informare al carattere pluriennale (triennale) delle convenzioni di delega o di gestione associata sia la programmazione delle risorse economiche attinte dai bilanci comunali per la copertura dei costi dei servizi oggetto della convenzioni sia del piano degli impieghi delle risorse del FRNA;
· garantire tassativamente a inizio anno il trasferimento all’AUSL delle risorse economiche necessarie a dare copertura finanziaria agli interventi programmati e l’eventuale integrazione di tali risorse in corso d’anno, qualora necessaria per evoluzioni normative e/o aumento delle attivita’ programmate, al fine di consentire la liquidazione delle fatture nei termini di legge;
· stabilire che gli assistenti sociali di nuova assunzione (salvo quelli il cui costo è completamente a carico del bilancio sanitario) sono di regola inseriti nell’organico dei Comuni ed eventualmente comandati al soggetto delegato o incaricato pro tempore della gestione;
· dare continuità nei singoli servizi alle attuali figure di riferimento a garanzia del mantenimento dello standard qualitativo del servizio, utilizzando in funzione di ciò l’istituto del trasferimento o del comando tra Asl e Comuni.

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di Andrea Polazzi   
di Redazione