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Rimini

'I giovani colorano la città'. Assegnati gli spazi definiti con il bando

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ven 1 ago 2014 19:09 ~ ultimo agg. 00:00
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Secondo il regolamento definito dal Comune insieme agli stessi writers, i murales potranno essere realizzati in determinate pareti, individuate e stabilite dall’Amministrazione Comunale, divise in due categorie: quella dei muri di “pregio” e quella dei muri “palestra”.

I muri di pregio – spiega l’Amministrazione – sono quelli che, per la loro particolare collocazione, hanno un particolare valore: è compito del Comune individuare i soggetti autorizzati ad eseguire i murales attraverso un bando.
I “muri palestra” invece sono quelle superfici dove chiunque potrà esprimersi, nel rispetto dei contenuti indicati dall’Amministrazione Comunale.

Il concorso per la presentazione di murales e la loro realizzazione – insieme a quella dei tre laboratori di graffiti realizzati presso i centri giovani di Casa Pomposa, Grotta Rossa e Rimini5 – è stato totalmente finanziato con fondi ministeriali, nell’ambito del progetto APQ GECO grazie al progetto presentato dall’Assessorato alle Politiche giovanili alla Regione Emilia Romagna.

“L’Amministrazione – commenta l’assessore alle Politiche Giovanili Sara Visintinè riuscita però nell’intento di definire gli spazi liberi e autogestiti dagli stessi writers, i muri palestra, e gli spazi che trovandosi in zone particolari come parchi o centro storico dovranno sottostare a regole di tematizzazione o colore e che saranno affidate e valutate assieme all’Amministrazione comunale.
Il regolamento è maturato da un confronto con gli stessi writers
– prosegue l’assessore – in seguito ad una loro proposta. Un percorso importante che ci ha permesso di conoscere linguaggi e pratiche artistiche spesso poco conosciute e qualificate come imbrattamenti. Invece anche la città può diventare essa stessa una tela dove sperimentare e produrre arte visiva”.

I risultati del bando:

Sono stati due i primi arrivati ex equo, l’associazione Mille passi solidali, a cui sono stati assegnati i muri in cemento armato del sottopasso ferroviario di via Costantinopoli a Miramare, e l’associazione Romagna in fiore, a cui sono andate le pareti del sottopasso ferroviario Iolanda Capelli alle Celle. Secondo Lorenzo Bartolucci; a lui le pareti del bar nel parcheggio di Miramare, mentre al terzo posto altri due ex equo: Antos Filipovs (a cui va il sottopasso pedonale di via Parigi) e Luca Tellurio che interverrà sulle pareti del sottopasso pedonale di via Ankara. Altri due ex equo al quarto posto: Manuel Arpino (sottopasso di via Poerio lato Ravenna) e Mattia Dalla Mole (sottopasso ferroviario di via Sacramora). Al quinto posto Simone Piva (piazzale Cesare Battisti), al sesto Giulia Campi (muri di sostegno del terrapieno del Centro civico di Santa Giustina), al settimo Antonio Carbotti (mura perimetrali dell’impianto sportivo di via del Lupo), ottavo il duo Rachele Mondo e Elena Macrelli; a loro il sottopasso di viale Eritrea a Torre Pedrera, nono Andrea Fanchi (sottopasso di Santa Giustina lato Santarcangelo).

Una classifica che, nell’assegnazione dei punteggi, ha tenuto conto dell’originalità del progetto artistico proposto, il rapporto col contesto urbano, la significatività, la pertinenza con la street art, il valore artistico. Tra le caratteristiche richieste dal regolamento per i murales, infatti, erano previste: l’ispirazione alle caratteristiche storiche, culturali, tradizionali, paesaggistiche del contesto urbano e dell’edificio in cui verranno realizzate.

 
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