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Donne e violenza: in 214 gridano aiuto

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ven 22 ago 2014 16:46 ~ ultimo agg. 25 ago 00:00
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In aumento rispetto agli anni scorsi le italiane, 135 (63 per cento), contro le 79 (37 per cento) straniere. Il 24 per cento (37) delle donne violentate era incinta. Sono alcuni dei numeri presentati dalla dottoressa Mary Russo, responsabile del servizio Ausl.
“Ma molto spesso alle botte si uniscono violenze psicologiche, sessuali, economiche e stalking. La maggior parte sono donne con un titolo di studio: 35 le laureate, 58 quelle con un diploma. Nel 44% dei casi sono economicamente indipendenti, ma nel 30% dei casi sono totalmente dipendenti dal partner”.

E sono proprio compagni, mariti, ex, gli autori principali delle violenze, nel 90% dei casi. Età media di 40 anni, il 64% ha un lavoro, il 66.5% italiano, il 33.5% straniero.
“In prevalenza – continua la dottoressa Russo – le vittime sono donne italiane, così come è italiano in prevalenza il maltrattante e con occupazione lavorativa. Inoltre nel 90 per cento dei casi il maltrattante è un partner/coniuge o ex, nel 6 per cento dei casi è un familiare, a conferma del fatto che all’interno delle mura domestiche e nelle relazioni intime, la donna ha i maggiori rischi per la propria sicurezza, a differenza di quanto si potrebbe credere. Rispetto ai dati socioeconomici della donna vittima di violenza si conferma che a fronte di una scolarità medio-alta c’è un accesso al reddito prevalentemente insufficiente/inesistente.
Tra le forme di violenza rilevate prevalgono le violenze multiple, principalmente di tipo fisico, psicologico, economico. Rimane all’attenzione anche lo stalking, soprattutto associato ad altre forme di violenza. Si conferma un progressivo aumento della violenza subita dalla donna in stato di gravidanza. Si potrebbe ipotizzare che tale rilevazione abbia conosciuto nel tempo un’area di sensibilità maggiore da parte degli operatori sanitari”.

Da ricordare inoltre che recependo i criteri suggeriti dalla Convenzione di Istanbul, nel Decreto Legislativo 14 agosto 2013 è previsto che la gravidanza nelle vittime di violenza potrebbe configurare penalmente un aggravante per il maltrattamento.

Francesco Barone
Settimanale Il Ponte

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